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21MO SECOLO SCIENZA E TECNOLOGIA
VIA LUDOVICO DI BREME 18 20156 MILANO
CENTRO STUDI SU POPOLAZIONE AMBIENTE E SVILUPPO – CESPAS
- MILANO
Pubblicato un volumetto che svela i retroscena e
smentisce quanto il nuovo ministro
dell'Ambiente dirà martedì 13 giugno 2006 in audizione alla Commissione Ambiente
del Senato.
Uno dei primi pronunciamenti del nuovo ministro dell'Ambiente è stata
l'affermazione della volontà di azzerare il nuovo codice dell'ambiente, il
decreto legislativo 152/2006 del 3 aprile 2006 (ed i relativi decreti
attuativi), approvato dal Parlamento in chiusura della legislatura, e che
riscrive l'intera normativa ambientale.
Tale decreto è il risultato di alcuni anni di lavoro, avviati con la Legge
delega ambientale (dicembre 2004) e proseguiti con il confronto con esperti ed
operatori del settore ambientale. E’ parere condiviso e verificabile che il
Decreto in questione ha consentito un grande passo in avanti per la normativa
italiana, recependo tra l'altro numerose direttive europee e superando diverse
procedure di infrazione che la Commissione europea aveva
avviato contro il nostro Paese, proprio a causa della non conformità delle
vecchie norme alla normativa comunitaria.
Eppure proprio l'accusa di illegittimità costituzionale, di pregiudizio
all'interesse pubblico e contrasto alla normativa europea era stata alla base
di un ricorso alla Corte costituzionale della Regione Emilia Romagna contro il
decreto legislativo 152/2006 (Delega ambientale).
Per respingere le accuse e svelare i retroscena, la casa editrice 21mo
Secolo ha appena pubblicato un interessante volumetto, intitolato “Un esempio di
ordinaria disamministrazione:
il governo Prodi e la normativa ambientale” che raccoglie una precisa
documentazione (compresa la memoria difensiva presentata alla Corte
Costituzionale dal precedente Governo), e svela fatti poco noti della complessa
vicenda.
Il saggio è scaricabile dai siti di www.21mosecolo.it e www.cespas.org.
Il testo in oggetto contiene una vasta e puntuale documentazione che
potrà risultare molto utile
già in occasione dell'audizione del nuovo ministro dell'Ambiente alla
Commissione Ambiente del Senato, prevista per questa mattina, martedì 13 giugno
2006.
Un'eventuale sospensione del decreto legge 152/2006 approvato dal
Parlamento italiano, misurerà la capacità di condizionamento del governo Prodi
da parte delle ali radical-ecologiste.
In questo modo si tornerà ad un conflitto tra attività produttive e
misure di difesa ambientale e le opportunità di sviluppo verranno pesantemente
compromesse in nome di una concezione arretrata e superata dell’ecologia.
fonte: Antonio Gaspari
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