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"ABBATTIMENTI SELETTIVI": UN SERIO PERICOLO PER CHI FREQUENTA I BOSCHI, DICHIARA L'ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA CACCIA

Affermano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia: "I governanti locali che vogliono risolvere il problema del sovrannumero di animali selvatici adottano sempre la soluzione per loro più semplice, nel senso di 'meno laboriosa', quella degli abbattimenti di massa. Ma dovrebbero iniziare ad ammettere che questa non e' affatto una soluzione, perché il problema si ripresenta ogni anno. E quindi e' loro dovere cercare e trovare altre soluzioni, soluzioni che non coinvolgano mai i cacciatori, il cui comportamento e' sempre e comunque un pericolo per l'incolumità pubblica, che invece i governanti locali dovrebbero tutelare".

E continuano: "Sono moltissimi i casi di persone che abitano in campagna che non possono vivere liberamente la propria vita a causa del continuo pericolo rappresentato dai cacciatori. Dare a questi ultimi maggiori possibilità di sparare, anziché, come sarebbe giusto, limitarle, per limitare pericoli e danni, e' un controsenso. Non e' quello che le persone vogliono. Ciascuno ha diritto a vivere nella propria casa in piena sicurezza, e ciascuno ha diritto a frequentare campagne e boschi senza correre il rischio di finire impallinato."

Solo nei casi in cui le persone sono abbastanza agguerrite e determinate a difendere il proprio diritto di vivere, di lavorare, di andare in giro in piena sicurezza, e impegnano tempo e risorse nel perseguire il loro fine, si riesce ad ottenere qualcosa: si tratta di ordinanze comunali che vietano la caccia in determinate aree del comune, proprio per tutelare l'incolumità pubblica. Varie ordinanze di questo tipo sono state ottenute, spesso grazie al supporto dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia. Ma perché chi non ha abbastanza tempo, costanza, competenza, dovrebbe continuare a essere in balia dei cacciatori?

"I governanti locali pensino a difendere le persone assediate dai cacciatori piuttosto che dare a questi ultimi ancora maggiori possibilità di sparare, e trovino soluzioni non cruente e non pericolose per eventuali problemi di sovrannumero di animali. E' questo il loro dovere, non quello di applicare la soluzione più comoda senza tener conto dell'incolumità pubblica e dell'avversione a soluzioni cruente della maggior parte della popolazione" concludono i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.
 

fonte: Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.

 

 

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