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CONVEGNO
ANNUALE DEL CLUB ALPINO ACCADEMICO-CAAI 2006 ALPINISMO E CAMBIAMENTO DEL CLIMA
Alpinismo e cambiamento del clima: a fronte dei
mutamenti climatici degli ultimi decenni e della conseguente trasformazione di
molte pareti delle Alpi e di altre catene extra Europee, come è cambiato il
nostro modo di fare alpinismo.
Questo è stato l’ argomento
trattato durante il convegno annuale del Club Alpino Accademico svoltosi nella
giornata di sabato 14 ottobre 2006 al Palace Grand Hotel di Varese. Alla sua
organizzazione hanno partecipato alcuni accademici del gruppo centrale,
coordinati dal presidente Augusto Azzoni, ed ha contribuito la sede varesina del
Cai che aveva inserito questo evento nel paniere delle celebrazioni del proprio
centenario. Il convegno è stato onorato dalla presenza di numerose personalità
rappresentative delle istituzioni locali, tra le quali sua eccellenza il
Prefetto Aragno. Gli Accademici presenti erano 64, 10 per le alpi occidentali,
38 per le centrali, e 16 per le orientali. Particolarmente gradita ed importante
è stata la presenza per tutta la durata del convegno del Presidente generale del
Cai, Annibale Salsa e del Vicepresidente, Valeriano Bistoletti.
Il tema, “Il cambiamento del
clima e i suoi effetti”, è stato qui affrontato per la prima volta in relazione
alla pratica dell’alpinismo, con dati documentali e obiettività per quanto
attiene al medio breve periodo. Inevitabile l’analisi di largo respiro rispetto
ai comportamenti dell’ uomo verso la natura e la montagna, e a ciò che dovremmo
fare per non peggiorare la situazione. Il convegno si è aperto con le relazioni
introduttive del presidente del Cai Varese, Vittorio Antonini, del presidente
dell’ Accademico, Giacomo Stefani, dell’ Assessore comunale, Agrifoglio, del
Prefetto e del Presidente generale del Club alpino italiano. Sono intervenuti
poi il glaciologo Claudio Smiraglia, e lo studioso alpinista Teresio Valsesia ,
che hanno illustrato attraverso il crudo linguaggio di alcune diapositive, la
tragica situazione dei ghiacciai nelle Alpi e nel mondo il primo, della parete
del “nostro” Monte Rosa il secondo. Sono state date spiegazioni scientifiche del
fenomeno e sono stati indicati possibili sviluppi a medio, suggeriti benefici
comportamenti palliativi e lasciate accese speranze di miglioramento per chi
avesse la pazienza di aspettare qualche migliaio di anni. L’ alpinista
past-president, Giovanni Rossi, ha dato conto delle situazioni relative ad
alcuni settori del Gruppo del Disgrazia, del Monte Bianco, della Val Bregaglia.
L’ accademico orientale Francesco Cappellari, specialista di salite in ghiaccio,
ha dato alcuni esempi di itinerari estremi ove l’attuale riduzione dello
spessore nevoso, combinato con le tecniche odierne, può essere un elemento
positivo, fermo restando che, operando in inverno o ad inizio primavera, come
si deve ora, si incorre in altri ben duri problemi. Fausto De Stefani, alpinista
d’ alta quota con un carnet di quattordici ottomila, ambientalista convinto e
neopresidente di Mountain wilderness, mantovano della bassa, non è sembrato
troppo preoccupato per quel che può succedere all’ alpinista negli ultimi
cinquecento metri di salita, e si è accoratamente raccomandato affinché si
faccia qualcosa perché l’ uomo non contribuisca come sta facendo ora ad
aggravare i danni al clima in questo inizio di millennio. Mario Bramanti ha
concluso la rosa dei relatori affrontando con taglio sociologico il tema dei
rapporti tra la natura e l’ uomo. A lui il compito di lanciare un seme di
ottimismo nel vedere dentro la società degli Accademici tutti gli elementi
necessari per continuare le sfide più impegnative sulla montagna, anche a fronte
delle odierne maggiori difficoltà imposte dal clima, e nell’ ottica di un più
generale, continuo cambiare dei tempi. In sede di dibattito, alcuni rilanci di
carattere scientifico del prof. Piero Villaggio e di Smiraglia, ed un
appassionato commento del fortissimo “centrale” Sergio Dalla Longa, hanno chiuso
una giornata di lavori che ha catalizzato l’ attenzione dei presenti, e lanciato
segnali per sviluppi futuri.
fonte: Ufficio stampa CAI
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