LEGAMBIENTE: PROGETTO BIO-HABITAT, METODO
INNOVATIVO E BIOLOGICO PER LA GESTIONE DEL VERDE
L’agricoltura biologica, sempre più diffusa e
apprezzata dai consumatori, garantisce in massima parte la produzione di
ortofrutta priva di pesticidi, ma anche tessuti e cosmetici naturali e
detergenti per la persona e la casa meno impattanti. In questo panorama
virtuoso, spicca oggi un nuovo nome, Bio-Habitat, un progetto con il quale la
Serbios S.r.l., azienda leader nel settore della difesa e nutrizione biologica,
si propone di gestire in maniera innovativa il verde urbano e, in generale, gli
spazi non destinati all’agricoltura.
Bio-Habitat è un
metodo innovativo, basato su norme
precise contenute in un disciplinare redatto da Prober (associazione di
produttori biologici dell’Emilia Romagna) e dalla stessa Serbios, che
rappresenta il documento fondamentale del progetto, secondo cui
solo l’applicazione delle stesse norme può
determinare l’utilizzo del metodo da parte degli operatori pubblici e privati.
Il disciplinare fa chiaro
riferimento ai principi del metodo di produzione biologica, contenuti nel Reg.
Cee n. 2092/91 e negli standard internazionali riconosciuti dal Codex e dall’Ifoam.
Nel metodo Bio-Habitat, quindi, la gestione degli spazi
verdi (parchi, viali, giardini urbani, piste ciclabili, verde scolastico, hotel,
campeggi, villaggi turistici, ferrovie), si ispira al metodo biologico di
gestione sostenibile, ai principi di promozione della biodiversità e dello
sviluppo sostenibile, per la piena tutela e valorizzazione delle aree verdi non
agricole.
“Attraverso la concessione d’uso del
nostro marchio al metodo Bio-Habitat – ha
dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente –
vogliamo promuovere la valenza innovativa, l’efficienza e la funzionalità di un
nuovo metodo che, operando nel rispetto dei delicati equilibri ambientali, può
apportare vantaggi all’intero ecosistema, contribuire al miglioramento qualità
della vita nelle città, attraverso la valorizzazione degli spazi verdi urbani e
la tutela della biodiversità e dei suoi ospiti”.
Fonte: ufficio stampa Legambiente