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Priapo torna alla ribalta: Castrum Inui comincia a mostrarsi agli appassionati dell'archeologia

Castrum InuiARDEA - A grande richiesta, lo spettacolare sito archeologico alla foce  dell’Incastro apre per la seconda volta i cancelli ai visitatori.  

Venerdi 14 luglio 2006 si svolgerà la seconda visita a Castrum Inui,  guidata personalmente dal direttore degli scavi e responsabile di  zona della sovrintendenza per i beni archeologici del Lazio Francesco Di Mario.

Un evento straordinario, sia perché consentirà  di entrare in un sito archeologico chiuso al pubblico, sia perché si  tratta di un luogo ancora quasi sconosciuto per la storia di Ardea e  gli storici del Lazio, sia perché sarà possibile osservare come si  svolgono le fasi di uno scavo archeologico.  In questo luogo sorgeva,  secondo le fonti letterarie, un insediamento portuale antichissimo,  fondato, secondo la leggenda, da Latino Silvio, figlio di Ascanio e  nipote di Enea, 1300 anni prima di Cristo, e a cui fu dato il nome di  Castrum Inui, in onore del dio Inuo (Priapo), protettore della  fertilità della terra.

"L'obiettivo di queste visite - dichiara l’associazione Informare,  che per anni si è battuta proprio in difesa di questo sito  archeologico - è sia quello di condividere il privilegio di assistere  agli scavi e sia quello di creare sensibilità per le bellezze che i  nostri antenati ci hanno lasciato, l'affetto del pubblico è infatti  la miglior garanzia di tutela dei siti archeologici".

L’evento è organizzato dall'Associazione Culturale Informare, dal  periodico locale "dossier informare", con la prestigiosa  collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del  Lazio, la partecipazione dell’associazione Nuova California 2004 e  la supervisione scientifica del dr Francesco Di Mario. “Trattandosi  di un cantiere archeologico – avvisa l’associazione Informare-  il  percorso non è al momento adatto ed attrezzato  né per i bambini,  né per visitatori con disabilità motorie. Ogni visita dura dai 30 ai  50 minuti e nel sito c’è da camminare parecchio. Tenetene conto per  adeguare di conseguenza abbigliamento e calzature.”  

 

 

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