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Poli
Bortone: “CERCASI
PACIFISTI DISPERATAMENTE”
“Verrebbe
da dire: cercasi pacifisti disperatamente!”
E’ quanto afferma il sindaco Adriana Poli Bortone, che esprime profonda
preoccupazione per la situazione di diffusa instabilità che si registra
in questo periodo nell’area del Mediterraneo ed in quella mediorientale a causa
dei conflitti e delle tensioni tra i Paesi di queste aree.
“Mai come
in questo periodo la situazione è caldissima
- commenta il primo cittadino -
ci sono tensioni diffuse
e tragedie che hanno reso insostenibile la situazione nell’area vasta del
Mediterraneo. La generale <questione mediorientale> si è decisamente aggravata
nelle ultime settimane con il conflitto tra Israele ed hezbollah libanesi. E con
centinaia di morti tra civili e cittadini inermi. Non possiamo limitarci ad
assistere alla cronache di quanto sta accadendo. Occorre
-
continua - una
profonda mobilitazione per la pace che parta dal basso, anche dal nostro Paese.
Perché è inconcepibile che nell’era del Governo di centrodestra i pacifisti
colmino le piazze protestando contro presunte iniziative di sostegno italiano ai
belligeranti del Mondo e i palazzi istituzionali si arricchiscano di bandiere
multicolori e nell’era del Governo di centrosinistra, viceversa, gli stessi
pacifisti <di piazza> si ammutoliscano e quelli <in doppio petto> non battano
ciglio.
Ma alle
acrobazie comportamentali ed ideologiche della Sinistra italiana siamo abituati
- sottolinea ancora il sindaco Poli Bortone, evidenziando un’altra delicata
questione di questi giorni -
sull’indulto, ad esempio,
registriamo i toni stupefacenti di parlamentari come Francesco Caruso che parla
di <onesto scambio di prigionieri> tra Destra e Sinistra e dei reati commessi da
no global e disobbedienti (compresi i propri, per i quali beneficerà del
provvedimento) come semplici <forme di opposizione sociale al Governo Berlusconi>.
Il balletto delle idee e delle strategie, mi verrebbe da dire
- conclude Adriana Poli Bortone -
ma a questo punto la
bandiera della pace vorremmo decisamente impugnarla noi, e non come pacifisti
dell’ultimo minuto”.
Comune di Lecce –
Ufficio Stampa
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