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Coordinamento "Cooperazione in contesti di guerra" per
Afghanistan e Iraq
Apprendiamo gli sviluppi del mondo italiano della cooperazione in Afghanistan
e in Iraq, ove risulta grave la possibilità di non divergere con chiarezza e
decisione il ruolo civile da quello militare. A questo proposito si è costituito
nei giorni scorsi “Cooperazione in contesti di guerra”, coordinamento
dell’Associazione delle ONG italiane tra le organizzazioni che lavorano in
Afghanistan e in Iraq, per affermare con forza e chiarezza la distinzione
dell’aiuto umanitario e di cooperazione allo sviluppo da altri tipi di
intervento internazionale.
In particolare le ONG italiane ribadiscono la necessità di distinguere il
ruolo umanitario da quello militare in contesti bellici quali l’Afghanistan e
l’Iraq dove negli ultimi anni si è ingenerata una pericolosa confusione di
ruoli.
Al Coordinamento aderiscono: Alisei, Aispo, Cesvi, Coopi, Cosv, GVC, Intersos.
“Vogliamo costituire una piattaforma che possa esprimere una posizione
politica e proposte concrete al Governo Italiano – sottolinea Patrizia Santillo
presidente del GVC - non possiamo permetterci di venire confusi con i militari.
Il dover intervenire come civili in zone di guerra sarà purtroppo sempre più
frequente, è un problema che ritroveremo in futuro. Dobbiamo affrontarlo oggi
con chiarezza, coerentemente, con un alto grado di coordinamento tra gli
operatori umanitari”. “Siamo interessati a rimettere il dibattito
umanitario/militare in evidenza – ribadisce Stefano Piziali del CESVI – Nel
passato con i militari abbiamo collaborato, quando i ruoli e i mandati erano
chiari e definiti.”
Nei prossimi giorni verrà organizzato un incontro pubblico in cui l’argomento
verrà dibattuto e in cui le ONG che conducono questa iniziativa presenteranno un
documento collettivo.
Ringraziamo l'Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane
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