|
clicca questo
link se vuoi accedere alle notizie dell'Archivio di Corverde 2006
Motore di ricerca
|
DARIO MELLONE. Antologia
a
cura di Martina Corgnati
SPOLETO, PALAZZO COLLICOLA
14 maggio - 12 giugno 2006
Nelle sale espositive di Palazzo Collicola (ingresso via Loreto
Vittori), 40 opere ripercorrono la carriera di un artista, tra i più originali
nel panorama italiano degli ultimi decenni, che è stato disegnatore e
illustratore del “Corriere della Sera”.
Dal 14
maggio al 12 giugno 2006, La Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto, nelle
sale espositive del settecentesco Palazzo Collicola, ospiterà la mostra “DARIO
MELLONE. Antologia”.
Curata da
Martina Corgnati, la mostra – la prima in assoluto dopo la scomparsa
dell’artista avvenuta nel 2000 – dopo un’anteprima a Milano (Palazzo delle
Stelline, dal 16 febbraio all’11 marzo) approda a Spoleto presentando quaranta
opere che ripercorrono la carriera di una tra le personalità più originali nel
panorama dell’arte italiana degli ultimi decenni.
Dario
Mellone, infatti, è stato disegnatore e illustratore per il “Corriere della
Sera”, ma ha coltivato la passione per la pittura con un’autonomia linguistica e
una spiccata riservatezza caratteriale, interrotta soltanto da qualche episodio
espositivo, come le personali alla Galleria Braidense nel 1978 e nel 1987, al
Museo di Milano nel 1980 e alla Compagnia del Disegno di Milano nel 1995.
Il percorso
espositivo coprirà un arco temporale che va dal 1965, fino agli anni Novanta,
testimoniando le varie fasi dell’iter creativo di Mellone, dalle Figure nello
spazio alle ultime, intensissime Teste. La rassegna attraversa poi la
stagione delle Città, dall’aspetto fantascientifico, e approda alle
Teste polimateriche, agli originali Uomini-prigione e alle variazioni
sul tema della testa che raccontano con grande ricchezza pittorica la
complessità della condizione umana nell’epoca del dominio tecnico.
Come
affermava Ferruccio De Bortoli – suo direttore al ‘Corriere della Sera’ – “credo
che Dario Mellone avesse commesso il peggiore dei peccati per un artista: quello
di anticipare troppo i tempi”. Il suo linguaggio, inizialmente improntato a una
forma di “realismo esistenziale” drammatico e sofferto, ricco di contaminazioni
tecniche ed espressive con l’informale, subisce nel 1967 un primo scarto che
produce le Strutture cellulari, sorta di riflessione
astratto-combinatoria sul meccanismo di costruzione e propagazione delle forme
viventi. L’interesse per la tecnica e la scienza, oltre che la curiosità
sperimentale, avvicina Mellone alla scultura e al rilievo: nascono le Figure
biomorfe (1971), realizzate con cavetti di plastica che ricordano le
composizioni “morbide” di Eva Hesse.
Accompagna
la mostra, una pubblicazione edita da Efferre, a cura di Martina Corgnati. Sarà
disponibile anche la monografia edita da Skirà nel 2003, a cura di Paolo
Biscottini.
Spoleto, Galleria Civica d’Arte Moderna, Palazzo Collicola
Orari: 10:30–13:00 / 15:30–19:00
Chiuso il Martedì
Ingresso libero
fonte: Ufficio stampa Città di Spoleto Galleria civica d’arte moderna
|