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Giorgio Segato presenta il
primo dizionario del gioiello italiano
a cura di Maria Cristina
Bergesio e Lia Lenti
Pensieri Preziosi 2 - gioielli senza confini
Il
famoso critico d’arte Giorgio Segato ha presentato a Padova, presso la sala
Paladin di palazzo Moroni, di fronte ad una platea di intenditori, addetti ai
lavori ed appassionati, il primo Dizionario del gioiello italiano.
Basilare per chi voglia documentarsi su questa forma di
arte, il DIZIONARIO DEL GIOIELLO ITALIANO DEL XIX E XX SECOLO a cura di Maria
Cristina Bergesio e Lia Lenti, edito dalla casa editrice Umberto Allemandi si
snoda facendo del suo ordine alfabetico una trama fitta di personaggi, epoche,
regioni e tendenze.
“Il miglior modo di leggere questo dizionario”, dice il
professor Segato,ӏ iniziando dalla fine, dalle splendide definizioni che alcuni
grandi personaggi hanno dato dei gioielli, come quella di Omar Calabrese: la
gioia è un gioiello ed un gioiello è una gioia”
Con questo dizionario si vuole offrire un gioiello a 360°
dandone delle definizioni particolareggiate “Ma soprattutto” spiega Maria
Cristina Bergesio, “si è cercato di restituire la complessità della realtà del
gioiello italiano come prezioso ornamento del corpo, non solo e non più legato
all’intrinseco valore dei materiali, ma anche come espressione della personalità
di chi lo ha pensato e di chi lo sceglie e lo indossa”, una forma quindi di
comunicazione non verbale.
Molto esemplificativa di quest’idea è la voce “Gioiello
Politico” che comprende tutti i tipi di coccarde e gli anelli tricolore di
rubini, diamanti e smeraldo che vennero prodotti nel periodo risorgimentale come
vanto ed orgoglio dell’italianità e per sbandierare quel fermento nazionale ed
il desiderio di libertà contro l’occupazione straniera. La più importante e
famosa collezione di questi gioielli è la Collezione Leone di Padova.
Padova, che è divenuta nel tempo centro di importanza
internazionale per il gioiello contemporaneo, occupa all’interno del dizionario
un posto privilegiato e di rilievo. Non è un caso infatti se gli artisti
padovani esposti al Museo di Monaco di Baviera, sono nove degli undici artisti
italiani presenti all’interno del museo.
All’interno del dizionario, ci sono poi voci dedicate a
personaggi famosi ed illustri, come Gabriele d’Annunzio o ai gioielli regionali
ed alle loro specificità squisitamente campanilistiche!
Dal Dizionario emerge uno scenario contraddistinto da una
pluralità di esperienze formali e tecniche, tradizionali e innovative, che nel
corso di due secoli, lungo la penisola, sono andate a snodarsi o ad annodarsi
fino a trasformarsi in patrimonio comune: sinergie ed incontri (altresì
suggeriti all’interno delle voci da frequenti rimandi) che hanno suscitato
percorsi di ricerca, da una parte legata al mondo della moda e del design,
dall’altra convogliata verso libere sperimentazioni formali e concettuali.
Per riaffermare un così grande valore collettivo, una ricca
e scelta antologia storico-critica, composta di estratti di noti o rari testi,
attende il lettore. In essa egli troverà le ragioni della “peculiarità
italiana”, così difficile da circoscrivere proprio in ragione della sua vastità,
non geografica s’intende, bensì culturale e spirituale.
Il decisivo contributo della città di Padova, il principale
centro italiano per il gioiello come forma di ricerca contemporanea, emerge
ancora una volta con forza nel Dizionario attraverso le numerose voci
monografiche (16 voci), ma anche generali (4 voci) e con la pubblicazione di due
importanti scritti nell’antologia critica: Mario Pinton, La scuola orafa di
Padova, dal catalogo 10 Orafi Padovani, 1983 e Giorgio Segato, Un’oreficeria di
ricerca, 14° Biennale Internazionale del Bronzetto Piccola Scultura. Nove
Artisti Orafi di Scuola Padovana, Museo Bottacin, 1986
Padova che continua questo suo cammino e la sua grande
tradizione che con la seconda edizione di Pensieri Preziosi – gioielli senza
confini, che quest’anno ha voluto dar voce a giovani artiste dell’Italia,
Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Australia, Giappone che interpretano il
gioiello con differenti codici linguistici, specchio non solo delle loro
differenti culture ma anche del loro personale modo di porsi, concepire,
rapportarsi con il mondo che le circonda.
Fonte: Ufficio Stampa Studio Fenice Pr
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