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Mostra fotografica: "La
Dolce Vita a Venezia"
Da
giovedì 14 settembre a sabato 7
ottobre 2006
Oltre il negativo del tempo, una serie di scatti fotografici,
ambientati a Venezia tra gli anni ’40 e ’70, percorre a ritroso il cammino che
dalla memoria porta all’immaginario.
Personaggi
celebri, spesso non in favore di camera, rendono disponibile quel residuo di
umanità che si nasconde ancora dietro ogni icona.
Fotografie tra
scienza e cronaca che trattenendo il precipitato del tempo costituiscono
altrettanti strumenti per decifrare il passato.
La mostra La
Dolce Vita a Venezia prova a sbirciare tra le quinte neanche troppo dimesse
di un periodo del costume italiano divenuto ormai categoria sociologica: la
Dolce Vita.
Quella che emerge
dalla scelta operata sul materiale dell’archivio Cameraphoto è una Dolce Vita
diversa, colta sul fatto, senza trucco, che allo sguardo indiscreto del reporter
di turno mostra tutte le sue imperfezioni.
Imperfezioni
talmente vitali da spazzar via in un lampo qualsiasi tentativo apologetico nei
confronti di quella che Ennio Flaiano, nel suo Diario del 1958, definì “una
società sguaiata, che esprime la sua fredda voglia di vivere più esibendosi che
godendo realmente la vita“.
A fondamento della
stessa critica alla mistica dell’immagine, sviluppata insieme a Flaiano nel film
che a questo fenomeno diede il nome,
Federico Fellini
pose alcuni anni più tardi il proprio manifesto di artista e di uomo: 8 e ½.
Da ciò l’idea di
affiancare agli scatti in mostra, che per loro natura articolano una sorta di
antiretorica veneziana della Dolce Vita, alcuni testi tratti proprio dalla
sceneggiatura di 8 e ½.
Questo tentativo
di rimettere in circolo le diverse prospettive del fenomeno, storica ed
artistica, fotografica e cinematografica, con le rispettive contraddizioni, ha
lo scopo, in ultima analisi, di rinnovare l’approccio ad un contenuto che,
usando una metafora cara a Platone, come un vaso di bronzo percosso dava da
troppo tempo la stessa nota.
fonte: La Gaia Scienza
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