Europlex. Border Zones
a cura di Claudia Zanfi
Fondazione
Adriano Olivetti
Roma, Via G. Zanardelli, 34
Giovedì 15 giugno 2006 dalle
ore 19.30
ALLE ORE 18.00 SI
TERRÀ UN INCONTRO PUBBLICO CON L’ARTISTA
Dopo una prima
presentazione al KunstWerke di Berlino e a Going Public a Modena,
Ursula Biemann - tra le più note videoartiste e ricercatrici
svizzere - saràpresente con un nuovo lavoro in Italia, presso la Fondazione
Adriano Olivetti, dal 15 giugno al 6 luglio 2006, con il progetto
Europlex, promosso dal laboratorio culturale aMAZElab in collaborazione
con la Fondazione Adriano Olivetti e curato da Claudia Zanfi.
Europlex,
è un progetto iniziato di Ursula Bieman realizzato in collaborazione con
l’antropologa Angela Sanders, sul tema dei confini e della loro mobilità e
varietà. Si tratta di un lavoro realizzato con video e mappe, rivolto ai
territori di confine tra Spagna e Marocco. In questo caso ciò che viene chiamato
confine non è necessariamente un segmento lineare. Infatti comprende lo Stretto
di Gibilterra con il suo traffico trasversale, le due enclave spagnole
in territorio marocchino, e una quantità di piantagioni in Andalusia, ricoperte
di plastica e sostentate dalla forza lavoro di origine africana.
Se intendiamo la
geografia come la spazializzazione dei sistemi di relazioni locali e
internazionali, risulta chiaro come, nelle geografie di confine, si verificano
processi di compressione estrema su tutti i livelli. Le stazioni di confine, con
le loro funzioni direttive volte a regolare il flusso di persone, rappresentano
i punti visibili di convergenza delle connessioni tra regioni e continenti.
Fino a poco tempo
fa, Malaga e Almeria non si consideravano zone di confine; oggi, la zona
costiera della Spagna del sud deve far riconsiderare l’identità europea del
paese. La formula più semplice è ancora, come sempre, quella dell’esclusione:
l’Europa definisce se stessa attraverso le sue frontiere più lontane.
L’artista in occasione della mostra personale alla Fondazione Adriano Olivetti
realizzerà un’installazione in situ, visibile fino al 6 luglio con i seguenti
orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Ursula
Biemann ha studiato in Messico e ha frequentato il programma di studi
indipendenti del Whitney Museum di New York. I temi chiave del suo lavoro di
artista e curatrice sono le relazioni di genere nell’economia, nei media e nei
diversi contesti geografici. Nel 1996, insieme a otto artiste e studiose di
Istanbul ha realizzato Kultur, ricerca sulle donne negli spazi urbani.
Nel 1999 ha girato Performing the Border, video dedicato alle donne che
vivono ai confini tra Messico e Stati Uniti, lavorano nelle maquiladoras o come
prostitute. Negli anni successivi l’esplorazione su identita’ di genere,
migrazioni e sex working e’ proseguita con Writing Desire (2000)
Remote Sensing (2001) ed Europlex (2003). I video-saggi e le
installazioni di Ursula Biemann sono stati selezionati da numerosi festival
d’arte internazionali tra cui la Biennale di Ginevra, Insite di Los Angeles, il
Museum of Modern Art di New York, il MACBA di Barcellona, il Centre George
Pompidou di Paris e la Tate Modern di Londra. Nel 2003 ha curato la mostra e il
catalogo Geography and the Politics of Mobility (Geografia e politiche della
mobilita’) alla Generali Foundation di Vienna. Ha pubblicato i libri Been
there and back to nowhere - gender in transnational spaces (b_books,
Berlino) e Stuff It - the videoessay in the digital age (Springer
Vienna/New York, 2003). Tra i suoi ultimi progetti, The Black Sea Files,
sulle politiche del petrolio nel Caspio e il Maghreb, project sulla
mobilita’ nell’area del Mediterraneo che si sviluppera’ tra il Cairo, Ginevra e
Siviglia nel 2006-07. Ursula Biemann e’ ricercatrice presso l’Istituto di Teoria
dell’Arte e Design HGKZ di Zurich e insegna a Ginevra.
Europlex.
Border Zones - Ursula Biemann
a cura di Claudia Zanfi
Fondazione
Adriano Olivetti
Roma, Via G. Zanardelli, 34
fino al 9 luglio 2006
aperto dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle13.30 e dalle 14.30 alle 18.00
ingresso libero
fonte: Ufficio Stampa e Comunicazione - Fondazione Adriano Olivetti