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L’11 gennaio 2006 il secolare appuntamento con i falò
Da 315 anni la città delle grotte ricorda con le gigantesche
cataste di legna il miracolo del 1691
La devozione popolare si intreccia con il folklore. La
sera dell’11 gennaio dalle 18.00 circa, e per tutta la notte, 61 falò
arderanno negli angoli del centro storico, del centro abitato e nelle campagne
del territorio castellanese. La notte delle cosiddette "fanove", illumina e
scalda la città delle grotte da 315 anni.
Era l’11 gennaio del 1691. La peste bubbonica avanzava e in
poche settimane in Castellana si contavano già le prime vittime. Due sacerdoti,
mentre pregavano incessantemente Dio e la Vergine nella notte tra l’11 e il 12
gennaio, ebbero simultaneamente un’ispirazione: la Madonna della Vetrana avrebbe
liberato Castellana dalla peste. Il 12 gennaio il miracolo: si vide la peste
"camminare più avanti" (abbandonare l’abitato) e molte persone guarire dopo
l’applicazione dell’olio miracoloso della lampada.
L’evento prodigioso della preservazione del popolo
castellanese dal morbo, fu attribuito all’olio della lampada votiva che ardeva
davanti all’immagine sacra della Vergine venerata in un’antica chiesetta nelle
adiacenze dell’attuale Santuario Maria SS. della Vetrana (il termine è la
corruzione di "veterana", proprio a testimonianza di un antico culto
preesistente).
A risparmiare la comunità dal terribile flagello, perciò, si
riconobbe l’intercessione della Madonna della Vetrana. Il fatto è documentato
anche da schede notarili.
Per evitare l’incedere del contagio, si dette fuoco a tutto
ciò che era stato in contatto con il morbo.
I falò assolvono perciò a una duplice funzione: rievocano le
suppellettili bruciate in occasione della liberazione dalla peste, ardono in
segno di festa ed esultanza.
I festeggiamenti religiosi proseguono il 12 gennaio con la
festa patronale in onore della Patrona Maria SS. della Vetrana: alle 18.45
processione dal Santuario alla Chiesa Madre, dove, come da consuetudine e
tradizione la Patrona sarà venerata fino alla processione di ritorno al
Santuario (quest’anno il 22 gennaio).
Dall’avvenimento miracoloso sono nate: la grande devozione di
Castellana per la Madonna della Vetrana; la lampada ad olio perennemente accesa
davanti alla sua immagine; il rifacimento completo della sua chiesa (la chiesa e
il convento degli alcantarini, oggi officiato dai Frati Minori, furono eretti
immediatamente dopo il 1691 su una collinetta a dominare la città, sostituendo
una chiesetta ben più antica); i falò dell’11 gennaio, la festa patronale del 12
gennaio e i grandi festeggiamenti dell’ultima domenica di aprile (festa
d’aprile).
Legata al culto mariano è anche la "diana". Un folto
gruppo di cittadini e devoti, accompagnati dalla banda cittadina che esegue una
marcia lenta (detta appunto Diana), compie qualche notte prima dell’11
gennaio (quest’anno la notte dell’8 gennaio dalle 3.00, partenza da piazza
Nicola e Costa) il "giro per i frantoi oleari" per rievocare la raccolta
dell’olio utile ad alimentare la lampada benedetta.
Le tradizioni e la gastronomia
Le maestose cataste di legna sono realizzate da privati
cittadini, associazioni, gruppi, comitati, enti (partecipano anche a un
concorso: la mattina dell’11 gennaio, quando sono ancora spenti, un comitato ne
esamina la realizzazione).
Ma quella delle fanove rimane soprattutto una festa popolare.
Alte decine di metri, richiamano ogni anno migliaia di turisti. La gente
che affolla le strade intona il canto mariano Tu sei del popolo letizia e
pace. E intorno a ogni fanova si improvvisano musiche e danze popolari,
mentre i castellanesi offrono a chiunque si unisca a loro per festeggiare,
tipiche golosità contadine: ceci e fave abbrustolite, taralli,
frittelle, vino, bruschette e friselle condite con olio rigorosamente
extravergine d’oliva e "pomodori appesi".
La notte delle "fanove" vive quest’anno anche alle Grotte di
Castellana.
Per l’occasione anche una visita speciale e promozionale alla
grotta bianca (con inizio alle 18.30, fino alle 20.00. Al prezzo di 8 euro
invece di 13 euro). All’uscita, accensione del grande falò sul piazzale Anelli,
con degustazione enogastronomica, musica e balli. Che, come nel resto del paese,
proseguiranno fino all’alba del nuovo giorno.
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Comune di Castellana Grotte
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