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Sulle finalità dell'arte dopo l'11 settembre
di Paolo Manazza
premessa di Raffaele de Grada
O barra O edizioni


Un breve saggio vivace del 2006 sulle conseguenze culturali dell'11 settembre 2001
 
Le conseguenze culturali dell'11 settembre 2001
A cinque anni esatti dalla tragedia dell’11 settembre 2001 di New York, dopo le reazioni politiche, economiche e militari che hanno sconvolto il mondo, si moltiplicano le letture e le interpretazioni culturali per quest’evento che, già nell’immediatezza, qualche intellettuale aveva descritto come un vero e proprio spartiacque tra due epoche.

Forse veramente nulla è più come prima. Oggi quasi tutti parlano di un mondo "precedente" e di un altro "successivo" a quel fatidico 11 settembre del 2001.

Trenta giorni prima del quinto anniversario, l’11 agosto prossimo uscirà negli Stati Uniti la pellicola girata da Oliver Stone, The World Trade Center, che sarà nelle sale italiane a partire dal 25 agosto. Il film racconta le vicende di due poliziotti che hanno rischiato più volte la loro vita nel salvare altre persone durante la strage avvenuta per il crollo delle Torri.

L’operazione di Stone ha creato diverse polemiche per la traduzione, nel circuito mediatico del business, di una vicenda che ancora "brucia" nell’animo del popolo americano. In questi cinque anni, in tutto il mondo si è moltiplicata la letteratura (persino di sapore cabalistico) intorno a questa data e all’immane tragedia vissuta in diretta dai cittadini newyorchesi. Tra le innumerevoli pubblicazioni su questo argomento ci preme segnalarne una uscita da pochi mesi in Italia.

Si tratta di un breve saggio che, in toni vivaci e con un linguaggio sintetico e accattivante, affronta le ripercussioni sulla morale e sulle tendenze estetiche di questo evento-spartiacque. Il libro si intotola Sulle finalità dell’arte dopo l’11 settembre di Paolo Manazza, giornalista specializzato in economia dell’arte, collaboratore del CorrierEconomia. Il tema affrontato in questo libro è complesso ma affascinante: sullo sfondo del conflitto globale tra Occidente e Islam, prende forma la coscienza che un eventuale sviluppo delle arti possa diventare strumento politico e filosofico in grado di indicare la via della pacificazione. "Sulle finalità dell'arte dopo l'11 settembre" offre una nuova visione dell'arte che, tra l’altro, cerca di rivelarne l'autonomia oggettiva. La contaminazione tra etica ed estetica si offre come terreno sul quale lo scontro può e deve essere affrontato e risolto, al di là di un mercato planetario che lega gusto e scelte finanziarie. La tradizionale domanda "che cos'è l'arte?" viene riformulata attraverso un pungente excursus tra testi di critica e filosofia dell'arte da Warburton ad Huxley, passando da Heidegger e Kant, fino ad Hanslick e Baudrillard: l'obiettivo è quello di riaprire il dibattito sull'argomento. Affinchè il sacrificio di migliaia di inerti e innocenti persone possa almeno pesare nell’elaborazione culturale degli anni a venire.

 

L'AUTORE
Paolo Manazza (Milano 1959). Critico d'arte e giornalista specializzato in economia dell'arte, ha pubblicato saggi e recensioni di volumi inerenti argomenti estetici e filosofici. Curatore di mostre e cataloghi d'arte, ha collaborato con diverse testate (Capital, Il Mondo, L'Espresso, La Repubblica, La Stampa). Consulente di Economia dell’Arte per il Corriere della Sera, cura una rubrica settimanale sul Corriere Economia e dirige il sito
www.eartcom.com. Presso l'Accademia di Brera di Milano ha insegnato nei corsi post-laurea di Organizzazione e comunicazione delle arti visive e ha occupato la cattedra di Editoria per l'arte e di Teoria e pratica del mercato multimediale dell'arte.

Coordinate
Titolo                Sulle finalità dell'arte dopo l'11 settembre
Autore               Paolo Manazza
Premessa
          Raffaele de Grada
Edizioni            O barra O edizioni
Pagine              79
Formato            12,5x20,5
Prezzo              euro 11,00

fonti:

O barra O edizioni 

Irma Bianchi Comunicazione

 

 

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