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CARLA FRACCI E LA COMPAGNIA ITALIANA BALLETTO DELL’OPERA DI ROMA in

“ricordo di…ISADORA DUNCAN” e “APOLLON DÉCO”

Fortezza del Priamàr di Savona, via Mazzini  - Lunedì 31 luglio 2006, ore 21:15

 

Carla Fracci per la prima volta danza a Savona. Lunedì 31 luglio 2006 alle ore 21:15 sarà l’indiscussa protagonista dello spettacolo in Ricordo di Isadora Duncan(che prevede anche Apollon Déco) a conclusione della rassegna “Danza alla Fortezza del Priamàr” organizzata da Alessandro Acquarone e dall’Associazione Arte e Danza Teatro di Torino-Loredana Furno. Un gran finale dunque, dopo i successi de “Il Lago dei Cigni”, “Pulcinella” e “Circus Polka”, con il nome per antonomasia della danza italiana e sicuramente una delle più grandi ballerine della nostra epoca. Nella sfolgorante carriera della signora Fracci è mancata la nostra città, gli organizzatori hanno ritenuto, piacevolmente, doveroso rendere possibile (siamo al suo cinquantesimo anno di carriera ufficiale ed alla incredibile soglia dei 70 anni che compirà a breve) questo evento assolutamente straordinario non solo per gli amanti del balletto ma per l’intera comunità, ospite di una figura carismatica, ambasciatrice nel mondo dell’immagine stessa del nostro Paese. Tra i tanti premi è stata infatti insignita anche del titolo di Cavaliere, Commendatore e Grand’ Ufficiale della Repubblica Italiana. Eugenio Montale la definì "Eterna fanciulla danzante"; la nota critica di danza, Vittoria Ottolenghi scriveva di Carla Fracci: "ci ha dimostrato che si può essere sempre i migliori, se lo si vuole. E che si può restare eterni, in un mondo che ogni tanto ci delude, o ci tradisce". Alla ballerina milanese si deve, senza timore di esagerare, la crescita del balletto in Italia, con tutto il contorno di passioni e successi.

 

Lo spettacolo in programma per la serata di lunedì 31 luglio vede Carla Fracci impegnata in un omaggio, come è comprensibile dal titolo stesso, ad un mito della danza contemporanea: Isadora Duncan, pioniera, a cavallo del XIX e XX secolo, di una nuova idea dell’arte coreutica. Artista antiborghese e carismatica, la Duncan considerava ed usava la potenzialità del corpo come strumento per raggiungere la sintonia spirituale tra corpo e anima, piuttosto che la fisicità e la “razionalità geometrica” fine a se stesse della danza accademica, creando una vera e propria rottura con il passato ed anticipando la nuova danza moderna. Alla danzatrice americana sono dedicate quattro danze struggenti - “danze fatali” – coreografate per Carla Fracci dagli americani Millicent Hodson e Kenneth Archer su musiche di Ludwig van Beethoven  (“Adagio cantabile” della sonata in Do m n. 8 Patetica), Edvard Grieg (“Morte di Ase” da Peer Gynt), Alexander Skrjabin (“Famine” da op. 8 Etude), Franz Schubert (“Ave Maria”). Un progetto ideato dal regista  Beppe Menegatti – anche marito di Carla Fracci – ed ispirato da alcuni brani del testo “Narrate, uomini, la vostra storia” di Alberto Savinio, dedicato alla vita controcorrente e rivoluzionaria della Duncan. In scena, una Fracci vestita con una tunica bianca, una lunga sciarpa rossa ed i sandali tipici delle danzatrici “moderne” d’inizio Novecento - citazione evidente del lontano ma modernissimo vestire di Isadora Duncan - ed impegnata nella ripresa della cosiddetta “danza libera” che ne contraddistingueva lo stile. Accompagnata dai Primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Carla Fracci alterna momenti sereni, struggenti e drammatici arrivando a dare prova di una inarrivabile ed eccellente interpretazione tragica di ciò che è stata la vita e l’arte dell’indimenticabile danzatrice statunitense. Inframmezzati alle danze anche brani recitati e spiritosi interventi in stile charleston della coreografia "Apollon Déco" - titolo che fa il verso ad “Apollon Musagete”, cioè Apollo, balletto di Stravinskij del ’27 - di Luc Bouy, che riporta ai mitici anni ’20 vissuti dalla Duncan.

 

fonte: comunicato danzapriamar

 

 

 

 

 

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