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FRANCESCO GALANZINO affronta
il deserto del Gobi per combattere la desertificazione
Il
sostegno di Greenpeace e della Società Geografica Italiana a questa impresa che
fa parte dell’evento “Un milione … di passi”
Il 28 maggio ha
preso il via la maratona del deserto del Gobi; un deserto terribile. Vi
partecipa Francesco Galanzino, il runner di Tortona (Alessandria) che quest’anno
compirà, unico al mondo, una storica impresa: portare a termine 4 maratone di
250 km ciascuna nei deserti più aridi del mondo.
Francesco
Galanzino partirà alla volta di un’impresa sportiva al limite delle possibilità
umane per sconfiggere la noncuranza di tutti nei confronti della
desertificazione e per dare risalto alla campagna a favore delle fonti
energetiche rinnovabili promossa da Greenpeace; l’ultramaratoneta italiano
dimostrerà con le proprie gambe che non è più possibile restar immobili davanti
alle emergenze che minacciano il nostro pianeta. Dopo il deserto del Gobi (28
maggio- 3 giugno), Galanzino affronterà il deserto in Atacama (Cile, 23 luglio –
30 luglio), il deserto del Sahara (Egitto, 29 ottobre – 4 novembre) e il deserto
in Antartide (10 dicembre – 17 dicembre).
Il riscaldamento
climatico, in costante crescita dal 1860, anno dei primi rilevamenti, provoca
l’aumento delle temperature medie terrestri. Tutto questo ha portato negli
ultimi anni a fenomeni metereologici assai devastanti, quali El Niño, La Niña,
l’uragano Mitch ed altre anomalie.
“Non possiamo
più attendere!”, questo è il messaggio lanciato con forza da Greenpeace e
Francesco Galanzino.
All’evento
denominato “Il milione… di passi” partecipa anche la Società Geografica Italiana
per ribadire le trasformazioni in atto nei luoghi attraversati da Galanzino e il
futuro delle risorse energetiche del nostro Pianeta.
A tal proposito
riportiamo le parole di Simone Bozzato della Società Geografica Italiana:” Siamo
molto lieti di partecipare alla promozione dell’evento; l’impresa di Galanzino
segna un passaggio assai importante tra la forza dell’uomo e quella della
natura, attraversando quattro luoghi di assoluta importanza sotto il profilo
ecosistemico. La Società Geografica Italiana conserva nei suoi archivi
importanti documenti sugli esploratori e le spedizioni da essi compiuti dall’800
in poi. Quella di Galanzino ci sembra una spedizione assai importante per quanto
riguarda la sostenibilità e la compatibilità di fonti energetiche alternative e
rinnovabili, nel pieno rispetto dell’uomo e del Pianeta che ci ospita. La nostra
Società è diventata un ente ambientalista; la sostenibilità e la compatibilità
energetica sono temi geografici di assoluta rilevanza per tutto il genere
umano”.
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