Dr. Giavarini, quali sono i contenuti che la mostra intende comunicare?
"Laterizio: Costruire Italiano Sostenibile" è
un’iniziativa che sancisce il binomio "Laterizio e Natura" ed esalta il
carattere di vera sostenibilità ambientale del comparto. La galleria espositiva,
che comprende opere e realizzazioni in laterizio ideate da progettisti italiani,
è articolata attraverso le principali fasi del ciclo di vita del prodotto,
dall’estrazione della materia prima alla produzione, dalla messa in opera alla
fase d’uso, fino ad arrivare alle operazioni di dismissione e recupero.
Nasce dalla collaborazione tra Andil ed il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, che ha portato, lo scorso giugno,
alla sottoscrizione di un Accordo sulla Sostenibilità Ambientale del laterizio.
L’intesa è finalizzata a conferire maggiore "visibilità" a quei prodotti che,
come il laterizio, nel ciclo di vita consumano meno "ambiente" ed
assicurano comfort e salubrità; si tratta di un’iniziativa di straordinaria
rilevanza e peculiarità, attraverso la quale il Ministero dell’Ambiente supporta
il mondo industriale con un coinvolgimento diretto, a testimonianza del
riconoscimento delle qualità tecniche ed ambientali del laterizio e del
costruire in laterizio.
Funzionalità e rispetto dell’ambiente, estetica e
performance: Andil evidenzia le caratteristiche del costruire in laterizio per
comunicarne le valenze e porre il settore tra le eccellenze che sono l’emblema
dell’Italia e dello stile italiano.
L’industria dei laterizi, infatti, ha contribuito e
contribuisce a disegnare l’ambiente urbano, architettonico e culturale nel quale
ci muoviamo ed è pienamente coinvolta anche nel rispetto e nella
riqualificazione dell’ambiente naturale, in considerazione degli sforzi compiuti
dalle imprese per ridurre il consumo d’energia e le emissioni di sostanze
inquinanti e per restituire alla collettività un ambiente valorizzato, sulla
base del principio del miglioramento continuo. Premesse, queste, che fanno
dell’industria dei laterizi un’industria "pulita".
Qual è il giudizio sulla sostenibilità del laterizio secondo il ciclo di
vita?
"Un giudizio equo sulla sostenibilità di un prodotto non può
prescindere da una valutazione dell’intero suo ciclo di vita. Sempre più,
infatti, si stanno affermando strumenti per la valutazione dell’impatto di un
prodotto o di un servizio secondo il ciclo di vita e per la corretta
comunicazione dello stesso per consentire un più agevole e coerente confronto
tra prodotti diversi, equivalenti nell’uso. Anche in tale contesto, Andil ha
sostenuto lo sviluppo della Dichiarazione Ambientale di Prodotto basata
sul Life Cycle Assessment, identificando, al contempo, i Requisiti
Specifici del laterizio, riferimento essenziale per una uniforme trattazione
e comunicazione della valutazione del ciclo di vita.
Ma vediamo i contenuti di tale valutazione. Il ciclo di vita
del laterizio appare estremamente positivo in tutte le fasi che accompagnano la
sua vita, dalla culla alla tomba.
Dall’estrazione delle materie prime, alla produzione e messa
in opera del laterizio, all’uso delle abitazioni in laterizio, finanche alla
demolizione degli edifici e recupero delle macerie, il laterizio si esprime
sempre in modo eccellente.
La mostra "Laterizio: Costruire Italiano Sostenibile"
ne è testimonianza, laddove evidenzia i risultati di una politica ambientale che
il settore adotta per garantire una produzione capace di assicurare il rispetto
per la natura ed il risparmio energetico.
Numerosi sono gli esempi di recupero ambientale delle cave
dimesse e davvero rilevanti appaiono i risultati conseguiti nella
razionalizzazione delle risorse e nel contenimento delle emissioni della
produzione: oggi l’Italia adotta comunemente quelle che sono considerate dalla
Commissione Europea le Migliori Tecniche Disponibili del settore.
Per ciò che concerne, invece, più prettamente il prodotto
nella sua fase d’uso, non si possono ignorare i benefici che le prestazioni
termo-igrometriche, oltre che meccaniche del laterizio – per tutte la
conducibilità, la massa e l’inerzia termica – apportano in termini di efficienza
energetica e quindi di riduzione dei costi energetici legati al riscaldamento e
raffrescamento delle abitazioni.
In ultimo, considerazioni sulla durabilità del laterizio – la
storia ne è testimonianza – e sulla propensione ad essere facilmente riciclato
ed in qualche caso direttamente riutilizzato completano un quadro lusinghiero
della qualità ambientale laterizio."
È suggestivo il risultato che si può ottenere da un’attività come la
coltivazione delle cave, spesso considerata negativamente. Qual è stato il
ruolo dell’industria e dell’Associazione?
"L’industria si è impegnata in maniera sempre più intensa ed
efficace nelle attività di recupero e di valorizzazione delle cave, con la
restituzione alla collettività di luoghi riqualificati e spesso declinati ad
attività ludiche o sportive: ambienti non solo "belli", ma anche "utili".
L’Associazione degli Industriali dei Laterizi ha reso
evidente questa attenzione dell’industria realizzando, nell’ambito dell’Accordo
con il Ministero dell’Ambiente, un volume fotografico dal titolo "Laterizio e
Natura – La Riqualificazione Ambientale delle Cave d’Argilla". Il volume
tratta proprio il tema dell’estrazione dell’argilla dalle cave e del conseguente
ripristino ambientale. Il restauro delle cave, una volta dismesse, ha
consentito la riconsegna di aree valorizzate, trasformate in oasi naturalistiche
e riserve naturali, oppure destinate agli impieghi agricoli.
Protezione delle biodiversità e creazione di nuovi ecosistemi
sono i punti cardine del progetto di riqualificazione di cui ANDIL è portavoce.
"Laterizio e Natura – La Riqualificazione Ambientale delle
Cave d’Argilla", mirata alla diffusione delle migliori pratiche di
riqualificazione del territorio oggetto di coltivazione, evidenzia una
realtà poco nota e documenta gli straordinari effetti della conversione: 13 casi
esemplificativi delle attività di recupero naturalistico, oasi, parchi, ecomusei,
ma anche aree destinate all’uso agricolo, alla tutela delle risorse idriche, al
miglioramento della viabilità pubblica, nonché alla tutela dei reperti
paleontologici, che rendono evidenza della possibile integrazione dell’attività
estrattiva con l’ambiente.
Tra i casi concreti documentati da Andil, c’è la realtà che
meglio conosco e che riguarda la mia azienda, l’Industria Laterizi
Giavarini. Dato il rischio di estinzione di alcune specie animali locali e
sulla base della consapevole convinzione del nuovo ruolo che l’impresa è
chiamata a svolgere nella società e nel territorio in cui opera, abbiamo creato
i progetti "Oasi di Torrile e Barcassa" al fine di conciliare la
necessità di materia prima della fornace con la creazione di una zona umida
diversificata sul modello di quelle presenti in passato in questa area.
Concepita come area di conservazione, l’Oasi Barcassa oggi accoglie specie di
uccelli e di piante che erano scomparse dal territorio della Bassa
Parmense. L’oasi è ormai un luogo di sosta sicuro per i migratori e
costituisce una riserva biogenetica per piante palustri ormai scomparse per
effetto dell’inquinamento dei corsi d’acqua o per le pratiche di ripulitura
degli alvei. Oltre ai risultati raggiunti in campo naturalistico, l’oasi ha
recentemente acquisito anche un’ulteriore valenza di utilità sociale, in quanto
il Consorzio della Bonifica Parmense ha realizzato una serie di opere che
consentono di utilizzare l’invaso dell’ex cava come cassa di espansione di un
canale che scorre a fianco dell’oasi e che, in passato, tendeva a tracimare
causando danni al territorio limitrofo."
Tra i temi toccati, quello dell’efficienza energetica in edilizia è oggi
tra i più sentiti. Come giudica il ruolo del laterizio?
"L’energia è sinonimo di sviluppo ed il contesto socio
economico attuale di scarsità delle risorse e di dipendenza dagli altri Paesi
esprime un serio allarme.
È evidente, quindi, che l’efficienza diventa una fonte al
pari dei combustibili, laddove la tecnologia ma anche la cura e l’attenzione di
un corretto stile di vita possono contribuire in modo significativo al
contenimento delle risorse.
Negli ultimi anni abbiamo quindi assistito alla denuncia da
parte dei produttori di materiali da costruzione, laterizi compresi, e degli
installatori di impianti, entrambe le categorie rappresentate dalla Federazione
F.IN.CO, degli eccessivi consumi degli edifici ed al concretizzarsi di una
normativa comunitaria e nazionale per il miglioramento del rendimento energetico
in edilizia.
Il libro bianco "Energia, ambiente, edificio", pubblicato
nel 2004 con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio ed il contributo scientifico dell’ENEA, ha infatti razionalizzato
i drammatici "numeri" del settore – il mondo delle costruzioni è responsabile
del 45% dei consumi energetici – ed ne ha evidenziato le criticità.
E’ sotto gli occhi di tutti come, negli ultimi anni, il
raffrescamento estivo sia diventato un’esigenza a cui non si riesce più a
rinunciare e risulta, inoltre, in inarrestabile crescita il ricorso ad impianti
di climatizzazione. Questa pratica propone, quindi, una nuova sfida al settore
delle costruzioni, stimolando la progettazione e realizzazione di edifici a
bassa energia, capaci di assicurare un buon livello di comfort estivo.
Tra i criteri di base da adottare per la definizione di
strategie di risparmio energetico negli edifici, merita grande attenzione la
capacità di accumulo termico negli edifici caratterizzati da un’alta massa
termica.
La massa termica non è, tuttavia, una panacea. E’ necessario,
infatti, porre estrema attenzione anche ad altre misure, quali una corretta
ventilazione degli ambienti e un contenimento del riscaldamento indotto dagli
elettrodomestici, il cui corretto uso risulta fortemente incidente anche sulla
bolletta energetica.
Su questi temi legati all’energia e, più in generale, su
quelli legati alla valutazione degli impatti dei materiali da costruzione
secondo il ciclo di vita, ANDIL ha instaurato forti rapporti di collaborazione
con il mondo universitario, in particolare con il Dipartimento di Tecnologie
dell’Architettura e Design "Pier Luigi Spadolini" dell’Università di Firenze
ed il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano.
La stessa attenzione è riscontrabile nella normativa che si
sta recentemente delineando con il Decreto 192/2005, di attuazione della
Direttiva 2002/91/CE, che disciplina la progettazione e realizzazione di
edifici in materia di prestazione energetica.
Tra gli strumenti di attuazione della difficile normativa, la
certificazione energetica è certamente una novità assoluta, così che al pari
delle etichette energetiche dei vari frigoriferi, televisori ed elettrodomestici
vari, potremmo noi tutti valutare in fase di compravendita dell’immobile anche
la classe energetica, legata al fabbisogno energetico dell’edificio e quindi al
risparmio in bolletta.
Considerazioni del tipo, "scelgo la classe migliore ad un
prezzo, magari più alto perché consapevole del risparmio", potranno essere fatte
anche per le abitazioni.
Tutto ciò ha determinato un procrearsi di soluzioni e
tecniche per la valutazione e la comunicazione del fabbisogno energetico degli
edifici ed anche ICMQ, l’istituto di certificazione specializzato per i
materiali da costruzione, di cui ANDIL è socio fondatore, ha approntato un
apposito schema per la certificazione energetica degli edifici."
In termini architettonici, invece, qual è il confronto tra il nuovo ed il
vecchio?
"Faccio mie le parole della Prof.ssa Torricelli
dell’Università di Firenze che meglio di tutte esprimono il giudizio su "un
materiale che ha radici antichissime, ma che dimostra di reggere benissimo la
sfida della modernità". Esempi significativi di innovazione, alcuni dei
quali proposti e documentati dalla mostra, si riscontrano nell’affermazione di
soluzioni di involucro, per rimanere in termini di efficienza energetica e di
sostenibilità, relative alla ventilazione nelle pareti e nelle coperture. Altri,
che ancora mi vedono coinvolto in prima persona come Presidente della Sezione
Divisori dell’Andil, riguardano la ricerca di soluzioni tecniche di volte
sottili in laterizio, ispirate dall’architettura di Eladio Dieste."
Fonte: A.N.D.I.L. - Associazione Nazionale degli Industriali dei
Laterizi