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IV MAGIS - GRADISCA INTERNATIONAL FILM
STUDIES SPRING SCHOOL
MULTIPLE VERSIONS: CINEMA AND CONTEMPORARY VISUAL ARTS
Gradisca d’Isonzo March 31 – April 7, 2006
JAY DAVID BOLTER, “IL
NUOVO GUTENBERG” ALLA SPRING SCHOOL
PRESENTI ANCHE HANS-CHRISTOPH BLUMENBERG E MARK NASH
Proiezione serale ad ingresso gratuito alla sala Bergamas
Così
Brian Eno, il famoso compositore elettonico, definisce Jay David Bolter,
ospite illustre di domenica 2 aprile 2006 alla Magis-Spring School di Gradisca
d’Isonzo. Il “nuovo Gutenberg”, docente al Georgia Institute of
Technology di Atlanta, è diventato probabilmente l’umanista tecnologico più noto
al mondo, soprattutto da quando ha ideato e sviluppato, assieme a Michael Joyce
e John Smith, il rivoluzionario software “Storyspace”. Bolter si è appassionato
al binomio scrittura-tecnologia, alla teorizzazione di uso più consono ai
processi di apprendimento umano dei nuovi media, a partire da internet. Il suoi
testi “Turing's Man, Remediation: Understanding New Media” sui nuovi media, e
“Writing Space: Computers, HyperText, and the History of Writing” sulla
scrittura ed ipertesti, sono considerati assolutamente essenziali. Tantissimi i
siti in rete che parlano di lui, persona in cui si rintraccia una guida teorica
nell’universo, a volte sentito come inquietante, dei nuovi media e delle nuove
tecnologie. Il suo Storyspace non è un semplice programma informatico, ma un
vero ambiente di lavoro (come ad esempio windows) dedicato agli ipertesti ed
alla scrittura. Diventato la scelta obbligata per scrittori professionisti di
ipertesti, Storyspace è popolare anche per compiere ricerche e analisi,
specialmente in aree difficili come l’antropologia e lo stesso giornalismo, è
sempre più usato dagli scrittori di professione e nei corsi e workshop di
scrittura in tutto il mondo. Il suo intervento, alle ore 9:00, porta il titolo
“New media and the permanent crisis of Aura”, rifacendosi quindi al concetto di
“aura” espresso da Walter Benjamin a proposito di un opera d’arte (hic et nunc,
irripetibilità), un concetto che vive tuttosommato di una definizione di tipo
romantico dell’arte, ma che sicuramente la riproducibilità tecnica ha
praticamente distrutto. Ovviamente i nuovi media vanno oltre questi aspetti
ormai acquisiti, ma la curiosità di conoscere la visione di Bolter (che i nuovi
media e un nuovo rapporto uomo-tecnologia possa ridefinire il tutto?) rimane
intatta.
Non ci sarà solo
Bolter, in una giornata intensa, densa di personaggi importanti. Mark Nash
(dell’Università di East London e curatore, fra le ultime cose, di Documenta11,
Kassel), interverrà dopo Bolter, e in serata presenterà un programma di
proiezioni curate e prodotte dalla “Film and Video Umbrella” di Londra, una
delle più dinamiche realtà internazionali. Le proiezioni si svolgeranno nella
Sala Bergamas (omonima via) dalle 21:00, a ingresso gratuito. Della casa
londinese verranno proiettati i video: “Sodastream” (di Roderick Buchanan),
“River Sky” (George Barber), “Luton” (John Wood e Paul Harrison), “High
Achievers” (Monica Oechsler), “Vagabondia” (Isaac Julien).
A seguire saranno proiettati “Looking for
Alfred” (Johan Grimonprez), “Ariana” (Marine Hugonnier), “The Forest” (Ori
Gersht), Children’s Games” (Mark Lewis), “A free and anonymous monument” (Jane
and Louise Wilson).
Parlerà invece
alle ore 14:00, a tema “Artist Talk”, Hans-Christoph Blumenberg, il
cineasta indipendente specializzato in film dedicati ad altri registi e che
ha fatto recitare Wim Wenders nella parte di un ladro di videocassette nel
film “Mille occhi” del 1984.
Fonte: comunicato UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE -
Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali
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