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Greenpeace: “Corea del Nord: no ai test
nucleari”
Greenpeace ha lanciato un appello al leader della Corea del Nord Kim Jong-II
per fermare i piani del test nucleare che dovrebbe coincidere con il nono
anniversario della sua elezione a capo del Partito dei Lavoratori. Alcuni attivisti di Greenpeace hanno inscenato una protesta presso
l’Ambasciata coreana a Roma, con cartelli e striscioni: la scritta “Corea del
Nord: no ai test nucleari” aveva le disegnate con il simbolo della
radioattività.
Il test programmato dal governo di Pyongyang non solo aumenterà le tensioni
nella penisola coreana, ma può portare anche a una corsa agli armamenti nucleari
nell’estremo Oriente e nel resto del mondo. “Invece di fare un test atomico, Kim
Jong-II dovrebbe celebrare l’anniversario della sua elezione facendo un passo
verso un mondo senza nucleare”, dichiara Giuseppe Onufrio, direttore delle
Campagne di Greenpeace Italia: “Fintanto che alcuni paesi hanno armi atomiche
altri inevitabilmente cercheranno di averle a loro volta. Non solo la Corea
del Nord dovrebbe fermare il test nucleare e rinunciare al programma nucleare,
ma lo stesso dovrebbe fare ciascuna delle altre nazioni nucleari”, ha aggiunto
Onufrio.
Purtroppo, invece, la corsa agli armamenti sembra in atto. La Corea del Sud –
preoccupata a causa dell’arsenale del vicino – ha già espresso il suo interesse
per ottenere quantitativi di plutonio simili a quelli detenuti dal Giappone,
paese che ha il più grande quantitativo di plutonio al mondo e anche la più
avanzata tecnologia missilistica.
Si ritiene, inoltre, che la Corea del Nord abbia beneficiato del commercio di
materiali nucleari dal Pakistan e dall’Iran. “Energia nucleari e armi atomiche
non sono la soluzione ma sono il problema” ha concluso Onufrio.
fonte: ufficio stampa Greenpeace 2006
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