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King of infinite space: Hamlet e Gordon
Craig
Mostra a cura di: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, The
British Institute of Florence,
Gabinetto Scientifico Letterario G.P.Vieusseux
Biblioteca Nazionale Centrale 2/20 maggio 2006
Piazza Cavalleggeri 1 – Firenze
Orario: Lunedì-Venerdì 9-18,30; Sabato 9-13
Nella settimana per l’anniversario della nascita di William Shakespeare, la
Biblioteca Nazionale Centrale, il British Institute e il Gabinetto Vieusseux
ricordano l’evento con una mostra che ha per tema Amleto, uno dei drammi
shakespeariani più amati e rappresentati in Italia. Nella mostra sono esposte
edizioni di Amleto in lingua originale e in versione italiana, francese e
tedesca, provenienti dai Fondi storici delle Biblioteche coinvolte, e che datano
dal Settecento fino al 1912, anno della rappreesentazione della tragedia
shakespeariana al Teatro d’Arte di Mosca con la regia di Konstantin
Stanislavskij (1863-1939) e la scenografia di Edward Gordon Craig (1872-1966),
il grande regista, scenografo e teorico dell'Arte inglese che a lungo ha vissuto
e operato a Firenze.
La mostra si propone di mettere in luce l’intenso lavoro compiuto da Craig
intorno al capolavoro di Shakespeare attraverso i documenti e i materiali
conservati presso l’Archivio Contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux
nei fondi Edward Gordon Craig e Dorothy Nevile Lees (donati rispettivamente alla
Regione Toscana e al GabinettoVieusseux da David Lees ) e nella Edward Gordon
Craig Collection donata da Dorothy Nevile Lees al British Insitute.
Hamlet rappresenta per Edward Gordon Craig un’opera di costante riferimento:
profeta di una riforma teatrale che all’inizio del Novecento si oppone in Europa
al realismo artistico, Gordon Craig pensa più volte di mettere in scena il testo
di Hamlet, convinto della possibilità di darne una rappresentazione
antinaturalista e simbolica. L’occasione arriva nel 1908, quando riceve l’invito
da Stanislavskij di collaborare con il Teatro d’Arte di Mosca per un
allestimento di Hamlet. In quel periodo Craig vive a Firenze, dove era giunto
chiamato da Eleonora Duse per realizzare le scene di Rosmersholm di Ibsen, che
andrà in scena la sera del 5 dicembre 1906 al Teatro della Pergola e costituirà
un evento eccezionale per il pubblico intervenuto e un “mito” per la storia del
teatro del Novecento. Stabilitosi ormai a Firenze, è nella nostra città che
Craig inizia a pubblicare nel 1908 “The Mask”, una rivista di cultura teatrale
in lingua inglese e a sperimentare soluzioni sceniche innovative all’Arena
Goldoni. In una ricerca continua e quasi maniacale di perfezione, sarà ancora
nei locali attigui all’Arena Goldoni (dove ora ha sede la casa editrice
Polistampa) che fonderà la Gordon Craig School of the art of the theatre, dove
troverà spazio anche un laboratorio d’intaglio, un’officina per la costruzione
dei modellini di scenografie, una biblioteca teatrale, una galleria-museo.
fonte: COMUNICATO STAMPA BNCF
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