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SERGIO MARELLI, Presidente Associazione ONG, su: “IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE”:

"Iniziamo rilevando che non c’è stato un peggioramento della situazione economica dalle elezioni di aprile, anzi. Quindi se il programma di Governo prevedeva un cambiamento di tendenza che ora non c’è allora come si potevano prevedere ad aprile stanziamenti che ora spariscono dai conti pubblici?

Consapevolezza e concertazione devono essere al centro della discussione sulla Finanziaria, già nel DPEF non c’era traccia di nuovi fondi per l’aiuto allo sviluppo e una concreta inversioni di rotta dal precedente governo, ma nei due incontri avuti prima del G8 il Presidente Prodi ci ha rassicurato, ponendo priorità alle nostre richieste sui debiti internazionali con il Fondo Globale per la lotta all’Aids.

Come Associazione ONG Italiane abbiamo preparato un documento sulla Finanziaria di cui metto in evidenza alcuni punti: capiamo le difficoltà attuali del Governo però consideriamo che se si fanno annunci poi almeno bisogna rispettarli.

Per il 2007 chiediamo almeno lo 0.33% del PIL per gli APS cioè un segnale minimo per avere almeno un po’ di coerenza.

I dati OCSE ci dicono che nel 2005 l’Italia ha speso lo 0.29% per la cooperazione internazionale. Ma sappiamo bene che in realtà è solo lo 0.15%! Togliendo tutte le voci computate come coop. internazionale ma che nulla hanno a che vedere con la cooperazione allo sviluppo (gli esempi clamorosi dello stanziamento per l’Iraq, la questione degli aiuti legati e degli aiuti fantasma) cioè cose che non incidono minimamente alla lotta alla povertà e allo sviluppo dei Sud del mondo.

Chiediamo quindi che venga restaurato il fondo speciale della cooperazione, quella che viene chiamata la gestione fuori bilancio della cooperazione. Una gestione più snella che non ci costringa a  dover aspettare 18 mesi per avere i primi pagamenti di progetti approvati e quindi poter agire subito.

I Fondi alla Cooperazione Multilaterale: c’è necessità di un tavolo di concertazione su come utilizzare i fondi versati, iniziamo a preoccuparsi di come vengono spesi i fondi stanziati dall’Italia dalle organizzazioni internazionali. Noi chiediamo che la cooperazione bilaterale sia messa sullo stesso piano  e sia equilibrata con quella multilaterale.

La nostra richiesta ora è di 1 miliardo di euro per il fondo a dono, per le vere risorse della cooperazione internazionale. E di cui 100 milioni siano destinati alle ong,  e lo chiediamo perché siamo coscienti di quale è al realtà. Seguiamo l’esempio dell’Unione Europea: dei 7 miliardi che mette a disposizione, 700 milioni sono veicolati dalle ong.

E ci sembra necessario di parlare anche delle regole per i privati, non può più esserci un accanimento sulle ong come nel passato, i privati devono e possono essere ma con gli stessi nostri vincoli e obblighi, cioè smettiamo la pratica così forte in Italia degli aiuti legati.

No alla tassazione di un 1 centesimo sugli sms come proposto in questi giorni dall’Onorevole Franceschini. Ma perché non siamo stati consultati? avremmo potuto dare un parere competente anche perché ci sono già da parte di molti esperti economici le proposte alternative per reperire le risorse aggiuntive, che però non possono sostituire l’aiuto pubblico perché le tasse sono state già pagate e i cittadini vogliono che vengano usate per la pace e per la lotta alla povertà, e non nuovi prelievi fiscali per i privati.

La Riforma della Legge 49: sono in corso 4 percorsi di riforma, 4 tavoli diversi a cui siamo chiamati, vogliamo capire quale è quello che arriverà alla fine  e chi sono i nostri interlocutori.

Erano stati chiesti 300 milioni per il 2006, non ci sono e non possiamo più continuare a fare tutto con fondi privati per una mancanza dello Stato. Ad oggi le nostre ong stanno richiamando cooperanti, chiudendo o sospendendo progetti approvati dal Ministero degli Esteri, questo non può avvenire per coerenza e rispetto per i partner con cui lavoriamo, con cui abbiamo un rapporto di fiducia.

Domani 30 settembre scade la data per il pagamento del nostro debito per il 2005 e il 2006 verso il Fondo Globale per la lotta all’Aids, come si può continuare ad andare a summit mondiali se non verrà dato questo segnale positivo? e poi sappiamo con certezza che se non paga l’Italia neanche gli Stati Uniti pagheranno, quindi preghiamo l’Onorevole Paolo Cento a seguire e a dare risposta su questo stallo.

Stiamo aspettiamo ancora vecchi 40 milioni di euro, un debito non ancora pagato dallo Stato.

Il Ministero dell’Economia non dà le autorizzazioni per gli impegni di spesa pluriennali, il Ministero ancora deve dare le autorizzazioni per le variazioni di spesa, cioè non per pagamenti nuovi. Come si può lavorare così?

Il 9 ottobre 2006 ci sarà il prossimo direzionale speriamo in una chiara presa di posizione, il nostro problema rimane l’Ufficio Centrale di Bilancio, cioè la Ragioneria del Ministero degli Esteri.

Sono giusti e doverosi i controlli sui nostri progetti ma ora siamo al paradosso, i funzionari entrano nel merito dei nostri progetti, sui nostri obiettivi culturali, i ragionieri devono fare il loro lavoro ma non devono definire priorità e i fini delle ong.

Faccio solo un esempio lampante: nel 2006 ancora non possiamo mettere nella voce delle spese i costi dei telefoni cellulari, quando in molte regioni come Darfhur, Burundi, possiamo comunicare solo con telefoni satellitari.

Sentiamo un accanimento nei nostri confronti,  e se non c’è alla base un motivo politico allora chiediamo che il Ministero dell’Economia ci dia un chiarimento e che ci siamo un richiamo, perché non si può intendere il controllo solo come sfinimento sulle carte e sui documenti, venite a verificare nei paesi dove siamo con i nostri cooperanti, vedete come lavorano e cosa facciamo veramente."

 

 

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