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“PIANO DEL
COLORE E DELL’ARREDO URBANO”: MELPIGNANO (LE) PROPONE IL PROGETTO DI
RIQUALIFICAZIONE DELL’AMBIENTE
È
stato presentato il 23 settembre 2006, in Piazza San Giorgio a
Melpignano (LE), il “Piano del Colore e dell’Arredo Urbano”.
Il progetto, voluto dall’Amministrazione Comunale di Melpignano, mira
alla tutela ed alla conservazione del centro storico e di tutto l’abitato
circostante.
In quest’ottica,
il progetto è un utile strumento operativo per monitorare e controllare le
azioni sul “costruito” del territorio ed includere al suo interno le indicazioni
relative al decoro urbano della città.
Nel panorama
culturale attuale, e nell’ottica del dibattito tra restauro e conservazione, i
centri storici, insieme a contesti urbani o non urbani fortemente tipizzati,
hanno assunto un ruolo decisivo per la caratterizzazione e la gestione economica
e sociale della città.
La
conservazione dell’apparato urbano non può prescindere dall’individuazione di
una metodologia che codifichi una pratica degli interventi pertinente al
contesto ambientale, socio-culturale ed economico del territorio nel quale si
sta operando, e che fornisca i necessari strumenti di monitoraggio e controllo
delle azioni sul costruito, includendo al suo interno le indicazioni relativi al
“decoro urbano” della città.
Il “colore”,
connotazione identificativa di un ambiente, diviene da un lato un segno
antropologico perché espressione di chi lo ha scelto e di chi “lo abita”,
dall’altro segno architettonico-progettuale perché distingue e differenzia i
paesaggi e le architetture dell’ambiente “abitato” (non solo “costruito”).
Dotarsi di uno
strumento, urbanistico e progettuale insieme, come il piano del colore,
significa ripristinare il carattere storico e culturale della città stessa, e di
progettarne la conservazione.
Il rapporto tra
la città ed il piano dovrà, necessariamente essere biunivoco, con scelte ed
indicazioni di colore e arredo urbano pertinenti alle caratteristiche storiche e
locali, con indirizzi e spunti progettuali che prendano esempio dalla
tradizione, ma siano anche in grado di disegnare il nuovo non
decontestualizzandolo, inserendolo armonicamente nella “facies” urbana
preesistente.
La redazione di
un piano del colore passa attraverso quattro fasi:
1. analisi
preliminari
(analizzare il territorio e reperire materiale documentario, anche attraverso
ricerche d’archivio);
2. rilevamenti
(stesura di schede di rilevamento nelle quali sono raccolte tutte le
informazioni e dati dal generale al particolare);
3.
progetto
(attraverso le schede di rilevamento si passa alla progettazione del colore,
definendone la tavolozza dei colori);
4. attuazione
(il risultato è una tavolozza dei colori che con la definizione delle norme di
applicazione, andrà a costituire il piano del colore vero e proprio).
La
pianificazione del colore, quindi, dovrà stabilire le regole per la
riqualificazione dell’ambiente del centro urbano attraverso l’eliminazione delle
cause di degrado e l’uso appropriato delle tecnologie costruttive.
“Il Piano del
Colore”
dovrà inoltre normare e dare indicazioni sul trattamento del suolo pubblico e
privato (marciapiedi, superfici pavimentate e non pavimentate, giardini, ecc.) e
sugli elementi dell’arredo urbano (pensiline, paline di fermata, panchine,
fioriere, orologi, transenne, edicole, pedane, cassonetti, strutture di servizio
ai parcheggi pubblici e segnaletica in genere).
Fonte:
comunicato Comune di Melpignano
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