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COLLOQUI DI
BIOARCHITETTURA
venerdì 26 MAGGIO
2006 ore 18,00 – 20,00
Roma, Sala Giubileo
Via di Porta Castello 44
coordina: Ugo Sasso
tema:
“costruire in terra”
8°
colloquio con Gernot Minke
Artefice della
riscoperta dell’argilla cruda
Gernot Minke Rostok 1937. Già docente di tecnologie appropriate presso l’Università di
Kassel, fondatore e direttore del Forschungslabor für Experimentelles Bauen con
cui ha guidato progetti di ricerca su: autocostruzione, costruire ecologico,
costruire a basso costo, realizzazioni in argilla, in bamboo. con la paglia.
Noto nel mondo soprattutto per aver perfezionato la costruzione delle cupole in
argilla cruda, ha realizzato opere in Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador,
Guatemala, India, Russia e negli USA. Tra le opere principali: Complesso ipogeo
Casa dello Studente con Istituto Tensostrutture Università di Stoccarda, Asilo
Waldorf a Sorsum, Sala della meditazione a Bad Zwesten, Asilo a Oranienburg-Eden,
Complesso abitativo am Wasserturm a Kassel, Istituto Indiano di Tecnologia a
Nuova Delhi, Centro seminariale Integra a Picada Rio Grande Brasile e Casa
sperimentale. Il suo “manuale per la costruzione di abitazioni antisismiche” in
lingua spagnola è un best seller.
“Quando ogni
persona del mondo pretenderà un tetto sopra la testa,
l’unica risposta
possibile è l’argilla cruda” Gernot
Minke
Sino a non molti anni
or sono la più parte delle case era realizzata in terra, non solo nel Sud del
mondo ma anche in Italia, come dimostrano molti esempi in Sardegna, Piemonte,
Marche, Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Si tratta di una pratica
nata insieme alla civiltà e con accorgimenti tecnici via via perfezionati nel
tempo sono state realizzate opere anche di alto valore e significato.
L'architettura di terra costituisce una parte importante dell'enorme patrimonio
architettonico dell'umanità: numerosi enti internazionali (tra cui l’Unesco) si
occupano della sua conservazione e del suo arricchimento sia attraverso il
mantenimento delle tradizioni sia attraverso l'innovazione.
Tuttavia il sistema
economico, data la non trattabilità della terra in termini industriali e
commerciali, ne ha decretato la svalutazione simbolica. Tecnologie perfezionate
attraverso i millenni, semplici, efficaci, ecologiche e dall’alto fascino
vengono oggi percepite come retaggi di povertà o come romanticherie
inaffidabili. Molte conoscenze tecniche, confinate nei diversi ambiti locali e
rimaste "tacite", sono state disperse o rese inefficaci determinando incertezze
e difficoltà nella gestione del rischio tecnico (errori progettuali e di
esecuzione) sia in fase di manutenzione che di progettazione ex novo. Le più
gravi incidenze sociali, ambientali e tecniche si sono avute nelle aree più
povere del Pianeta, spoliate di antiche conoscenze senza avere i mezzi e gli
strumenti per acquisirne di nuove. Gernot Minke da sempre ha dedicato la sua
ricerca alla conoscenza scientifica e tecnologica dei materiali poveri,
studiandone l’affidabilità, riscoprendo antiche procedure, verificandone
l’effettiva riproponibilità. Soprattutto, attraverso grandi e piccoli progetti
realizzati in diverse aree geografiche, ha dimostrato che la terra è in grado di
rispondere anche alle richieste di benessere contemporaneo.
Contribuendo con ciò a
mantenere viva la speranza in un mondo più giusto ed attento.
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