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2° Esposizione Professionale del Vino e dei Distillati
fieramilano,
12-14 Giugno, 2006
Organizzatore:
Sifa Spa – Strada Statale del Sempione, 28 20017 RHO (Milano)
Parlano gli espositori,
i protagonisti della seconda edizione di MiWine
Una dimensione che
piace. La vocazione b2b con forte impronta internazionale, che Fiera Milano ha
voluto per la seconda edizione di MiWine, sembra convincere piccoli e
grandi produttori che sotto le vele di Massimiliano Fuksas cercano una vetrina
per il futuro, ma anche opportunità di business, soprattutto in chiave di
export, una voce fondamentale del nostro fatturato.
“Siamo parte di
quella grande realtà di produttori medio e piccoli che hanno al loro interno la
forza, il desiderio, ma anche la qualità per crescere nel mondo” sottolinea
Patrizia Torti di Tenimenti Castelrotto “Torti”, che con il suo Pinot
nero ha conquistato i clienti del Burj al-Arab, il prestigioso hotel sette
stelle di Dubai. “E MiWine ci ha comunicato, fin dalla prima edizione,
un’attenzione particolare per questo mondo. E, proprio grazie a un importante
lavoro sugli operatori esteri dell’organizzazione, abbiamo avuto il primo
contatto con un distributore svedese che ci ha consentito di far conoscere la
nostra azienda ad un nuovo mercato”.
E la prospettiva di
conquistare nuovi mercati per l’esportazione, ma anche di allargare la presenza
italiana tra i consumatori di qualità, ha motivato la presenza di quanti, come
UnionCamere Campania, hanno tra i loro compiti la promozione e lo
sviluppo delle etichette locali, soprattutto quelle più giovani e innovative.
“Fieramilano – Rho,
nuova location di MiWine, permetterà agli operatori di lavorare al meglio”
dice il presidente Costantino Capone, “anche se i padiglioni che hanno
ospitato la prima edizione non avevano creato alcun problema. Le aziende campane
sono già presenti nel mercato europeo, ma MiWine può rappresentare un’occasione
per allargare ancor di più la presenza, anche verso quei Paesi che hanno aderito
da ultimi alla Ue”.
Una sede prestigiosa
e funzionale, una città d’affari, ma anche capace di distinguere il prodotto di
qualità, una manifestazione che guarda al business e all’internazionalizzazione.
Tre elementi che, anche per un grande del settore come Lucio Tasca d’Almerita,
titolare di una delle più gloriose cantine siciliane e presidente di Assovini,
costituiscono i plus milanesi rispetto a molte manifestazioni di settore, anche
all’estero. “La ricettività di Milano, la logistica, la città stessa sembra,
anzi è, adatta al lavoro e, con l’esperienza maturata da Fiera Milano, credo che
tutte le aziende siciliane che hanno scelto di esserci, troveranno a MiWine
sbocchi commerciali nel mondo, oggi necessari per crescere”.
Dal Sud al Nord,
dalla Sicilia alla bergamasca l’attesa non cambia, anche per una realtà come
Caminella, azienda agricola della zona di Cenate Sotto, che dispone di
diciassette ettari di superficie globale, quattro a vigneto, una cantina
completamente interrata e scavata nella roccia per una superficie di 600 metri
quadrati, di cui 180 dedicati all’affinamento e all’invecchiamento ed un locale
di 500 metri quadrati destinato all’appassimento delle uve. Anche per l’azienda
agricola Caminella infatti, che fa del “poco ma buono” la sua filosofia e dove
la passione dell’uomo, aiutato dalle necessarie tecnologie di cantina, ha dato
vita ad una produzione di vini,
in cui la “Luna”, come richiamo alla geologia delle colline, fa quasi sempre da
protagonista (Luna Rossa, Luna Nera, Verde Luna, Ripa di Luna, Ripa di Luna
Brut, Goccio di Sole), MiWine rappresenta un punto di riferimento destinato a
diventare sempre più centrale per tutti gli operatori dell’industria vino.
“E’ un luogo
altamente qualificato dove far incontrare domanda e offerta” dice il
responsabile di gestione Matteo Tivelli, “proprio per le sue
caratteristiche temporali e geografiche. E i
padiglioni di
fieramilano – Rho sono in grado di soddisfare appieno le esigenze b2b per gli
operatori di tutto il mondo”.
Ma se il vino è
business, da qualche anno è anche donna. Le imprenditrici sono diventate un
motore trainante della filiera vitivinicola e la loro presenza a MiWine è un
segno di come l’esposizione abbia saputo raggiungere realtà nuove e dinamiche,
proprio quelle che sono la forza del nostro sistema produttivo, non solo in
campo vinicolo.
“La
partecipazione a MiWine de Le Donne del Vino ha avuto come suo principale
driver la visibilità della propria azienda ma anche la visibilità associativa”,
afferma la presidente Pia Donata Berlucchi. “In
tal senso Le Donne del Vino, definite ‘fenomeno’ mondiale di associazionismo
vinicolo femminile, diventano motore trainante della filiera vitivinicola.
Quest’anno, inoltre, la partecipazione delle aziende nostre associate a MiWine è
ulteriormente aumentata, perché nel corso della prima edizione abbiamo avuto
ottimi contatti. La dimensione europea di MiWine interessa alle Donne del Vino
anche se, poiché la nostra associazione comprende solo donne che operano in
prima persona nella filiera vitivinicola e non simpatizzanti, il rapporto con
l’Europa “associativa” non è molto intenso proprio per differenze di base e
d'intenti. Le nostre associate sono più di 700, le associazioni estere sono,
nonostante la presenza di non operatrici, numericamente molto inferiori”.
E Milano sarà, anche
in questo campo,un terreno di incontro e di crescita.
fonte:
comunicato stampa
Dragonetti Associati
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