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arte nuova a Padova!
noloco Studio
noloco
Studio, via Dondi dell’Orologio 29 - Padova
Nasce a Padova
noloco Studio, uno spazio culturale
inedito, con l’obiettivo di focalizzare la creatività dei giovani artisti. La
nuova vetrina dell’arte emergente verrà inaugurata
sabato 10 giugno
2006 alle 18
in via Dondi dell’Orologio, 29 con
la personale di Dario Lazzaretto “Nuove forme di vita”.
noloco Studio nasce da
un’idea di tre giovani artisti padovani:
Dario Lazzaretto, Simone Falso
e Marco Schievenin. L’intenzione è
di proporre a Padova una possibilità alternativa di promozione lowcost per
l’arte emergente, che possa offrire alla giovane creatività, non ancora legata
al circuito delle gallerie commerciali, un’occasione di visibilità e allo stesso
tempo aumentare la qualità e la differenziazione dell’offerta culturale
patavina. noloco Studio intende diventare un luogo di forte impatto sociale, con
happening su strada e performance nate da contaminazioni tra l’arte e il vivere.
Avrà sede nell’atelier
dell’artista Dario Lazzaretto, nel centro storico padovano, che ha deciso di
mettere a disposizione lo spazio espositivo per la nuova galleria no profit, in
collaborazione con Falso e Schievenin e di non farne la propria vetrina
permanente. “Questo tipo di galleria d’arte - spiegano i tre promotori - è
molto comune in Francia, a Berlino o a New York, dove giovani artisti si
organizzano per fare cultura in maniera diversa, dove la sperimentazione resta
sempre in primo piano. Ed è nostra intenzione coinvolgere nella nostra
esperienza anche artisti stranieri, che possano portare un apporto significativo
alla città”.
Ad aprire la serie di
rassegne noloco Studio la personale di Dario Lazzaretto, “Nuove forme di vita”,
curata da Guido Bartorelli.
Trentenne padovano,
Lazzaretto è un’artista autodidatta che da quasi dieci anni, celandosi dietro
vari pseudonimi, disegna, scolpisce, assembla, installa, produce videoarte e
audioarte e scrive poesie. “Per l’inaugurazione di noloco Studio propone trenta
piccoli disegni - spiega Bartorelli - apparentemente svagati, capaci però, a una
lettura meditata, di svelare una “micro-ironia”, in cui vediamo confermati i
principi della sua ricerca, qui addomesticata da una particolare leggerezza”.
“In effetti - prosegue
Bartorelli - anche in questi lavori è teso e risoluto a manifestare l’esistenza
del qui, ora, in questo tempo.
L’evidenza cioè di un presente di cui vuole riconoscere e proteggere le storie.
Allo stesso tempo egli sembra dedicare un’attenzione particolare al passato, al
patrimonio delle immagini che l’uomo ha prodotto, ritrovando, per certi versi,
un sapore retrò”.
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