ONG italiane: "IL SENATO DECIDA PER IL BENE
DEL POPOLO AFGHANO"
Roma - Il Senato si pronuncerà sulle missioni militari internazionali ed
in particolare sulla partecipazione italiana all’Isaf/Nato in Afghanistan.
Le 7 Ong (Alisei, Aispo, Cesvi, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos)
dell’Associazione ONG italiane che operano in Afghanistan che costantemente si
coordinano nell’ambito del gruppo “Cooperazione in contesti di guerra”
confermano la necessità che sia tenuta distinta l’azione militare da quella
civile e umanitaria nel paese. Le Ong operano infatti da sempre in piena
autonomia e indipendenza, con proprie finalità e identità. La sovrapposizione
tra l’operazione di guerra Enduring Freedom e l’operazione di
stabilizzazione e sicurezza Isaf ha creato infatti confusione anche agli
occhi delle popolazioni afgane. Ed è questa confusione che ha portato le
nostre Ong a rifiutare di operare contigue al PRT italiano nella provincia di
Herat, mentre continuano ad essere attive in altre province.
“Chiediamo che sia fatta la massima chiarezza sul mandato dell’Isaf - afferma
Sergio Marelli, presidente Associazione ONG italiane - e sulle sue regole di
ingaggio al fine di assicurare che la legittima presenza multilaterale di
stabilizzazione e sicurezza rimanga tale e non si trasformi in alcun caso in
operazione di guerra”.
La decisione del Governo italiano di uscire dall’Iraq e dall’operazione
Enduring Freedom in Afghanistan rappresenta un forte segnale di cambiamento,
che va assolutamente mantenuto, nel rifiuto della guerra come strumento per la
soluzione delle controversie internazionali.
Frutto di un accordo condiviso e formalizzato da una risoluzione del Consiglio
di Sicurezza ONU, la missione Isaf a tutela e supporto delle istituzioni
afgane non è un atto di guerra, ma uno sforzo multilaterale per aiutare la
stabilizzazione del paese.
“Deve però rimanere fedele al mandato ricevuto: - continua Marelli -
sostenere le istituzioni afgane nel governo e nella ricostruzione del paese
garantendo la sicurezza del territorio e delle popolazioni”.
Secondo le Ong del gruppo “Cooperazione in contesti di guerra” è questo che
va assolutamente verificato, valutato e garantito da parte della Comunità
internazionale. E’ questo che il Governo italiano deve poter assicurare e che il
Parlamento deve monitorare nel prossimo futuro.
Anche se la situazione afgana è carica di problemi, di errori, senza visione
politica chiara, anche se va radicalmente ripensata l’azione di sostegno
internazionale alla rinascita del paese, la presenza di una legittima forza di
stabilizzazione multilaterale mantiene tuttora la sua importanza.
“Il ritiro dei contingenti Isaf non sarebbe senza conseguenze per le
popolazioni” – conclude Marelli.
Lo scenario sarebbe l’avvio di feroci scontri tra capi tribali per
l’acquisizione di spazi di potere o il ritorno del regime talebano, altrettanto
feroce e oscuro, con le sue pubbliche esemplari atrocità.
“Le popolazioni afgane, che sono la nostra priorità, non ne trarrebbero in
ogni caso giovamento”.
Fonte:
Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane comunicato stampa 2006
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