|
PAOLO CENTO, discorso alla tavola rotonda:
“IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE”
La mia presenza qui rappresenta già un cambiamento di
tendenza, vista la mia consapevolezza e interesse. Noi ereditiamo una situazione
pesante, le inadempienze internazionali precedenti e poi le difficoltà
finanziarie che ci sono per questa finanziaria.
Quello che mi preoccupa però è un’arretratezza culturale e
politica presente nell’Unione, cioè se si parla solo delle pensioni o di piccole
o grandi questioni solo interne, non si capirà mai l’importanza di queste che
voi ponete dello sviluppo e della cooperazione, questo porta un ritardo ad
arrivare a un accordo comune. Se la cooperazione allo sviluppo come un tema di
serie c e non è un caso che nel DPEF il tema sia saltato. E salta nel consiglio
dei ministri perché non è nella nostra cultura. La cosa che mi preoccupa è che
ancora non si sia costituito un tavolo di definizione di modifica legislativa
concordato con le ong, anche perché sappiamo che in parlamento abbiamo una
maggioranza che ci costringe ad avere una posizione univoca a condivisa.
Per la Legge Finanziaria, stamattina ho rimandato una nota
sull’obiettivo del 0.33% perché è la UE che ce lo chiede, ma a malapena
arriveremo allo 0.15% quest’anno. Credo che dobbiamo arrivarci a tappe forzate
perché quell’obiettivo rappresenta l’unica possibilità di avere credibilità a
livello internazionale, e di possibilità di dialogo con gli altri Paesi Europei
ma non solo, nel dibattito della commissione bilancio si dovrà indicare un
percorso, una road map per raggiungere l’obiettivo della UE; credo che si
arriverà a trovare questa mediazione.
Oggi posso prendere un impegno formale: l’apertura di un
tavolo tra Ministero dell’Economia e il mondo delle ong, teso a risolvere i nodi
prima indicati e per indicare un nuovo modo di operare nel mondo finanziario e
economico mondiale, capace di definire un’agenda di intervento per risolvere i
problemi burocratici e teso ad elaborare un rapporto di collaborazione anche sui
temi multilaterali.
Sul Bilaterale: c’è accordo con la Vice Ministra Patrizia
Sentinelli, tra i due Ministeri si può cercare il modo di lavorare insieme per
un riequilibrio e un riconoscimento della questione multilaterale. Noi possiamo
operare insieme per portare una svolta che si può realizzare in 2 o 3 anni. Sono
questi i tempi reali per vedere i primi risultati.
Vi faccio due esempi però per dare un segno della buona
volontà da parte di tutto il Ministero: sulla questione della Banca Mondiale e i
visti negati a Tricarico e agli altri esponenti della società civile al vertice
di Singapore, il Min. Padoa Schioppa si è mosso ufficialmente a livello
diplomatico per denunciare la nostra disapprovazione. E poi verso la Banca
Europea l’Italia è intervenuta per bloccare il progetto Shell in una regione
della Russia per l’impatto ambientale e sociale negativo.
Noi pensiamo che questi siano segnali di collaborazione
positiva tra Governo e ong anche per quel tavolo che si andrà ad aprire.
Per il Fondo Globale oggi pomeriggio ci sarà una riunione
governativa per discutere della scadenza di domani, io spingerò affinché si
trovi la volontà di chiudere questa situazione negativa.
Esprimo un apprezzamento del lavoro delle ong, è chiaro che
dobbiamo mettere al centro come questione culturale la cooperazione allo
sviluppo ma poi dovremo verificare se questo governo sarà coerente con gli
obiettivi fissati prima delle elezioni o se siamo di nuovo alle solite promesse
disattese.
Io apprezzo che non ci sia la logica del governo amico delle
ong, non bisogna fare sconti a nessuno e per questo sono contento dei toni e
della sostanza del discorso di Marelli, saremo giudicati alla prova dei fatti.
Per concludere nello specifico la qualità di questo 0.15%
bisogna aspettare che cosa uscirà dalla finanziaria presentata oggi, e dopo il
tavolo che convocherò ci sarà un’azione comune anche a livello parlamentare per
far sì che ci sia un indicazione su come muoverci a partire dalle vostre
sollecitazioni, come per il FG mi auguro che ci sia una corrispondenza tra le
parole e i fatti.
|