|
clicca questo
link se vuoi accedere alle notizie dell'Archivio di Corverde 2006
Motore di ricerca
|
“Parchi vivi” per un nuovo turismo responsabile
Mentre a Nairobi si concludeva la 12°
Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici lasciando emergere le
prime considerazioni e nuove speranze per il futuro, a Roma nel corso della
42ª Settimana della vita Collettiva aveva inizio il IV Convegno Nazionale
sull’Educazione Ambientale 2006 dedicato ai “Parchi Vivi” le aree che, con
il loro verde, contribuiscono al risanamento del Pianeta. Un’occasione, questa,
non solo per riflettere sull’importanza di questi spazi in difesa della
biodiversità di fiumi e foreste, ma anche per sottolineare il loro nuovo ruolo
all’interno di un rinnovato interesse per il turismo responsabile. Promosso
dall’Accademia Kronos e realizzato in collaborazione con alcuni Ministeri e
numerosi enti locali il convegno è stato fondamentalmente rivolto a
presentare e approfondire nelle sue numerose accezioni il Progetto
Parchi Vivi del Ministero dell’Ambiente. Tale iniziativa, illustrata da
Aldo Cosentino, direttore Generale del Servizio Conservazione Natura del
Ministero dell’Ambiente, nasce con l’intento non solo di divulgare la conoscenza
delle aree verdi del nostro Paese, ma anche di renderle fruibili alle classi
sociali meno abbienti e ai diversamente abili. Proprio per questo “Parchi Vivi”
ha deciso di dare la possibilità a 700 persone tra cui anziani, disabili,
studenti ed extracomunitari di visitare, con assistenza qualificata e gratuita,
tre parchi naturali: l’Aspromonte in Calabria, il Gran Paradiso in Val d’Aosta e
le Cinque Terre in Liguria. Si tratta di un progetto che va ad inserirsi,
peraltro, in un momento di enorme crescita del turismo responsabile, un fenomeno
che rappresenta una vera e propria inversione di tendenza rispetto
all’imperversare dell’industria turistica multinazionale e sta divenendo, a
tutti gli effetti, la prova inconfutabile di una rinnovata sensibilità verso
l’ambiente. Un’iniziativa che – come ha spiegato Cosentino – “sarebbe bello per
queste stesse persone proseguire con percorsi da realizzare finanche in contesti
marini, anche se per attuarli sarebbero necessarie enormi risorse finanziarie.
Una nuova funzione educativa, dunque, quella svolta dai parchi che rappresenta
una delle tappe della lunga evoluzione delle aree verdi in Italia. Ad illustrare
il loro sviluppo Dario Urselli dell’Accademia Kronos che ha
ribadito l’enorme valenza sociale che questi luoghi stanno, finalmente,
acquisendo nell’ambito di un turismo consapevole, desideroso di essere in
contatto con la realtà locale nel pieno rispetto della stessa. “Il concetto di
Parco” – spiega Urselli – “nasce nel 1872 con il Parco di Yellowstone in America
proprio dal desiderio di preservare una parte del patrimonio ambientale. Approda
in Italia nel 1922 con l’apertura del Parco del Gran Paradiso e viene via, via
sostenuto dallo Stato con leggi come la 394 per la conservazione e la
valorizzazione della Natura, approvata nel 1991. Uno sviluppo, dunque, che trova
conferma nella coscienza delle nuove generazioni che, oggi, sembrano sempre più
manifestare una sentita considerazione per la tutela dell’ambiente anche grazie
alla crescita di fenomeni quali l’ecoturismo e la pescaturismo”.
La bellezza del territorio porta, dunque, a
tante forme di sperimentazione per favorire la sua conoscenza e diffonderne una
cultura di maggiore tutela. “Esperienze come Parchi Vivi” – come ha
sostenuto l’intervento conclusivo dell’architetto Alberto Gioffrè
– “andrebbero non solo ripetute ma aperte anche a categorie differenti
quali poeti, scultori, pittori”…Sarebbe un modo per dar voce, grazie alla loro
arte, anche a chi voce non ha…
Sabina Galandrini
|