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"BRESCIA: PIOGGIA DI PIOMBO"
progetto finalizzato
all'attivazione di un accordo italo tedesco antibracconaggio
Il Progetto "BRESCIA: PIOGGIA DI PIOMBO" si inserisce all'interno della
campagna "CACCIA IL CACCIATORE". L'attivitą venatoria in Provincia di
Brescia praticata da un numero enorme di cacciatori, ampiamente finanziata
con soldi pubblici ed supportata dal Giornale di Brescia che offre spazio
periodicamente alla Federcaccia con la rubrica "Cacciapensieri".
Nonostante le ampie possibilitą di cacciare in maniera legale, il
bracconaggio "enormemente" diffuso. Secondo varie opinioni, tra cui quelle
dello stesso Giornale di Brescia, queste incredibili forme di bracconaggio
derivano dalle richieste di vari ristoranti specializzati in selvaggina. La
maggior parte dei capi abbattuti dai bracconieri, infatti, vanno a rifornire
le celle frigorifere dei ristoranti!
Oltre alla naturale pericolositą dell'attivitą venatoria, nel bresciano si
aggiungono i pericoli dei bracconieri per le persone e, soprattutto, per i
pubblici funzionari che sono stati pi volte aggrediti e minacciati. Le
uniche volte in cui le amministrazioni pubbliche si sono esposte
pubblicamente contro i bracconieri sono state le volte in cui, direttamente
o indirettamente, si sono verificati rischi per il turismo. Per questo si
ritiene necessario attivare un PROGETTO ITALO-TEDESCO DI BOICOTTAGGIO
TURISTICO E DI SENSIBILIZZAZIONE PUBBLICA in collaborazione con associazioni
di volontariato, associazioni consumatori, tour operator, associazioni per
il TURISMO RESPONSABILE. Il progetto, inoltre, sostiene in parallelo, i
campi anti-bracconaggio organizzati periodicamente dalla LAC (Lega
Anti-Caccia) e pubblicizza operatori del settore locali che scelgono di
contrastare l'attuale sistema di ristorazione basato sull'illegalitą del
bracconaggio e sulla pericolositą dell'attivitą venatoria.
Citiamo alcuni reati accertati: mancato rispetto delle distanze da case e
strade, detenzioni di trappole, abbattimento di animali protetti, utilizzo
di metodologie di caccia illecite, mancato rispetto delle previste
annotazioni sui documenti di caccia e utilizzo irresponsabile delle armi.
L'illegalitą, infatti, non riguarda soltanto l'impatto sulla fauna
ma strettamente legato a forme violente e pericolose verso le altre persone
in generale e gli addetti ai controlli in particolare. Purtroppo, ribadiamo,
le uniche volte in cui le amministrazioni pubbliche si espongono
pubblicamente contro i bracconieri sono le volte in cui, direttamente o
indirettamente, si verificano rischi per il turismo.
"Secondo i dati relativi alla nazionalitą dei turisti" dichiara Massimo
Tettamanti, responsabile legale dell'Associazione Familiari e Vittime della
Caccia "circa il 50% dei turisti sono di nazionalitą italiana mentre il
20-30% sono turisti provenienti dalla Germania". Per questo la suddetta
Associazione ha ritenuto necessario attivare un progetto italo-tedesco di
boicottaggio turistico in collaborazione con tutti coloro che intendono
sostenere un turismo responsabile e che ritengono importante contrastare il
bracconaggio.
comunicato stampa 2006
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