|
clicca questo
link se vuoi accedere alle notizie dell'Archivio di Corverde 2006
Motore di ricerca
|
Poli Bortone su Anci -
Governo
“Da Roma alla Puglia,
quella della sinistra-centro, la tanto esaltata politica dell’ascolto e della
concertazione è, di fatto, la politica del prender tempo senza nulla
concludere”. Questo il commento del sindaco di Lecce e vicepresidente
vicario di Anci Adriana Poli Bortone al termine del terzo incontro tra
Anci e Governo sui riflessi della Finanziaria sugli enti locali che si è
tenuto oggi a Roma ed a cui il primo cittadino ha preso parte.
“A meno di 48
ore dalla presentazione della manovra - continua il sindaco Poli Bortone -
il Governo non è in grado (o non vuole) di dare cifre esatte sui tagli, che
pure ci sono, sugli enti locali. Un atteggiamento reticente che ci fa pensare
che il taglio sarà molto più consistente di quello (1,6) contenuto nella
Finanziaria di Berlusconi, perché la cifra che circola è almeno del 2,4. Il
Governo di Sinistra, però, consentirà (bontà sua) agli enti locali di imporre
nuove tasse, di inasprire le esistenti, di inseguire disperatamente gli evasori,
di aumentare l’Ici, di rivedere tutti gli estimi catastali. Nulla (proprio
nulla) concesso alle richieste di Anci sui problemi della casa, del trasporto
pubblico, della lotta all’inquinamento. Che dire poi degli interventi per il
Mezzogiorno: una parola bandita dal lessico di questo Governo. Un fatto è certo:
a pagare sono le famiglie italiane. Basti pensare - puntualizza il primo
cittadino - che i Comuni, oltre a subire i tagli e ad essere obbligati a
nuove tasse, dovranno farsi carico del provvedimento sull’indulto (almeno casa e
lavoro a chi esce dal carcere), dei 350 mila nuovi immigrati, (casa, lavoro,
sanità e servizi), dei riflessi negativi del Decreto Bersani su diverse
categorie di lavoratori. Tagli ai Comuni e contestualmente gratificazioni alle
Regioni, che hanno paurosamente aumentato il debito per la sanità nel 2006.
Insomma -
conclude Adriana Poli Bortone - un Governo che con gli enti locali non
concerta sul Decreto Bersani, non concerta sull’indulto, non può che
sconcertarci. Pensate che mobilitazione avrebbe orchestrato la Sinistra se solo
una parte di tutto ciò fosse stata fatto dal Governo Berlusconi”.
comunicato stampa 2006
|