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RADICI CRISTIANE E COSTITUZIONE EUROPEA: THE TIMES COMMENTA L’INIZIATIVA DELL’ON.LE
POLI BORTONE
Per il quotidiano britannico The Times
l’eurodeputato al Parlamento europeo Adriana Poli Bortone è l’unica che sta
cercando concretamente di superare le barriere imposte da alcuni Stati
all’inserimento del tema delle radici cristiane nel testo del Trattato
costituzionale europeo.
Com’è noto, l’eurodeputato del Gruppo Uen ha presentato una
dichiarazione scritta con la quale si chiede che la Costituzione europea preveda
una definizione delle eredità culturali del continente che non ometta di fare
riferimento alle radici cristiane, nella convinzione che queste hanno
contribuito ed ancora contribuiscono alla cultura e all’umanesimo dei quali
l’Europa è legittimamente fiera. In un articolo a firma di Ivan Camilleri
apparso nel mese di dicembre 2006, il quotidiano ha parlato di una iniziativa
che rianima il dibattito sulla cosiddetta “Christian heritage” dell’Europa. Un
confronto che va avanti fin dai primi momenti della stesura del Trattato e che
ha visto impegnati esponenti del Parlamento europeo provenienti da ogni Stato
membro, ma che negli ultimi tempi sembra essere stato accantonato soprattutto
dopo il “no” referendario di Francia e Olanda. Secondo The Times
l’iniziativa di Adriana Poli Bortone ha trovato immediatamente il sostegno, tra
gli altri, dell’eurodeputato maltese David Casa, uno dei più convinti assertori
dell’opportunità dell’inserimento del riferimento alla cristianità nella nuova
Costituzione dell’Unione europea.
Fonte: Comunicato On.le Adriana Poli Bortone 2006
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