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PRECARI COMUNE
DI ROMA: UN ACCORDO CHE GETTA FUMO
NEGLI OCCHI DEI LAVORATORI
Con
l’accordo del 4 Novembre 2006 l’amministrazione comunale e
Cgil Cisl e Uil hanno ipotizzato che – se la finanziaria lo consentirà –
potranno essere stabilizzate 2000 lavoratrici precarie nell’arco di due anni.
Con lo stesso accordo
vengono ridotti gli organici dei nidi, si adottano
misure restrittive nella scuola dell’infanzia e si dà il via libera alla
definitiva privatizzazione dei servizi ausiliari o alla loro mobilità verso
altri settori (OSSE, AEC, CUOCHI, etc.)
Infatti
le tanto sbandierate - quanto ipotetiche – assunzioni, risultano insufficienti a
coprire il turn over e l’incremento d’organico, dovuto ai servizi aperti
nell’ultimo quinquennio.
Questo determina
inevitabilmente uno scadimento generale della qualità dei servizi per l’infanzia
e un peggioramento delle condizioni dei lavoratori del
settore.
Nonostante l’accordo possa
ancora subire ulteriori elaborazioni
(senza il minimo apporto da parte di coloro che
ne subiranno le conseguenze) è però possibile tracciare le linee
generali del prezzo che i lavoratori dovranno pagare.
·
Riduzione degli organici dei
nidi
L’accordo prevede la
riduzione di personale educativo da
15 a 14 le unità per i nidi
con apertura 7,00/18,00- da 14 a 13 per i nidi con apertura 7,00 16,30- da 10 a
9 per i nidi che accolgono 40 bambini: Da una parte si afferma di voler
assumere 655 educatrici, dall’altra si eliminano centinaia di posti di lavoro.
·
Unificazione del ruolo delle
insegnanti di sezione e insegnanti di sostegno
Anche
in questo caso, da un lato si propongono i GID (gruppi di
integrazione dell’handicap), dall’altro vengono disattese le belle
intenzioni non garantendo il sostegno ai bambini diversamente abili quando si
verifica l’assenza di una delle due insegnanti
(come già si è verificato nell’anno di
sperimentazione)
·
Riduzione
drastica degli incarichi di breve durata
Stride l’affermazione del
valore educativo dei servizi quando non vengono
garantite quelle sostituzioni indispensabili per la realizzazione dei progetti
educativi ed il mantenimento di quegli stessi servizi!
A questo serviva agitare lo
spauracchio della cessione a FARMACAP?
Le RdB-CUB PI sono
dell’avviso che questo accordo rappresenta l’ennesimo
“fumo negli occhi” di chi lavora nel settore e si è persa l’ennesima occasione
di avviare:
·
una
revisione al rialzo delle previsioni organiche determinate dall’incremento del
numero dei nidi e delle scuole dell’infanzia e alla immediata stabilizzazione
del personale precario attualmente impiegato pari proprio a 2000 unità;
·
un
controllo capillare della spesa sulle manutenzioni delle strutture scolastiche
(la vera voragine dell’incremento dei costi del servizio);
·
una
revisione del contratto decentrato che annulli il punteggio aggiuntivo per le
precarie obbligate a rinunciare ai loro diritti individuali
(malattia, maternità, etc.).
Crediamo che sia necessario
abbandonare le concertazioni a perdere e rilanciare il protagonismo delle
lavoratrici e dei lavoratori interessati.
Contro
questo ennesimo accordo-bidone e contro la Finanziaria rispondiamo con i
nostri prossimi appuntamenti: lo sciopero generale del 17 novembre e l’assemblea
dei precari e delle precarie del Comune di Roma il 21 novembre presso la
Federazione Nazionale delle RdB-CUB.
Roma, 8 novembre
2006
Ufficio Stampa
CUB
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