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Patrizia
Sentinelli: “Un’Agenzia
per la cooperazione che rilanci e garantisca il ruolo delle Ong”
Roma -
Si è svolta la tavola
rotonda
dell’Associazione
ONG italiane “Nuovi orizzonti della cooperazione – dopo gli Stati Generali verso
la riforma della Legge 49” a cui ha partecipato
la Vice Ministra alla Cooperazione On. Patrizia Sentinelli.
Sergio Marelli,
presidente dell’Associazione ONG italiane
ha aperto i lavori: “Voglio tornare alle intenzioni espresse prima delle
elezioni di maggio dal Presidente Prodi: ricetta del libero mercato come
soluzione al gap tra nord e sud, ripresa del nostro paese necessaria per dare
aiuto ai paesi poveri, ma intesa come ripresa dei consumi, siamo ancora convinti
delle molte contraddizioni di questa visione, foriera di ineguaglianze e
ingiustizie.
Per la cooperazione
internazionale invece i primi provvedimenti presi pensiamo che stiano andando
nella stessa direzione, non solo per la riforma della Legge 49, che resterà
nell’alveo della politica estera. Ma anche la volontà di perseguire l’unicità
delle risorse, della coerenza dell’azione,
e soprattutto
è stata confermata la nostra richiesta di avere un Vice Ministro come
responsabile politico, oltre ad avere nella Finanziaria un timido segnale di
cambiamento, 600 milioni importanti e soprattutto i 100 milioni per il capitolo
Ong.
Ma poi guardando meglio
la Finanziaria il Governo appare balbuziente,
un esempio per tutti
il 5xmille: prima
sparisce la norma senza ancora conoscere gli esiti della prima esperienza, poi
con la proiezione dei risultati del Sole24ore (476 milioni probabilmente) viene
inserito in extremis un emendamento di Franceschini e Migliore, si escludono i
Comuni riconosciuti come non idonei, alla conclusione al Senato però si mette il
tetto della copertura finanziaria di 250 milioni, e quei 250 milioni in più che
cosa se ne farà lo Stato?
Non è passata la nostra
richiesta di defiscalizzazione dei volontari internazionali, che devono pagare
l’irpef come se fossero dei normali lavoratori all’estero.
Ma il fatto che più
ci fa indignare è la certa mancanza dei
fondi destinati al Fondo Globale per la lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria.
Verrà votata la fiducia al Senato per la Finanziaria con un maxi emendamento
senza quei fondi di 130 milioni per il Global Found che abbiamo chiesto
ripetutamente, così si baratta la vita di 40 milioni di
persone con un “risparmio” vergognoso, solo questo termine ci sentiamo di usare
vergogna.
E’ chiaro per noi che i
fondi che mancano non devono essere cercati dentro la cooperazione italiana.
Perchè solo la qualità delle spese militari rimane intatta dentro la
Finanziaria, 1 miliardo di euro che non vengono toccati.
Per ultimo la Legge
Delega di riforma della cooperazione: in attesa di questa non si può rischiare
di vedere decimate le Ong italiane, perché il dato è sempre quello 40 milioni di
debito dello Stato verso le Ong risalente il più delle volte 1994.
Lo stato di salute è
drammatico, dopo aver lavorato per due anni e mezzo con i nostri esperti e
quelli del Ministero degli Esteri per snellire regolamenti e procedure, ieri
sera la Ragioneria del Ministero dell’Economia ha dichiarato che qualunque
progetto con rendicontazione non chiusa delle ong di così vecchia data non viene
più presa in considerazione perché i tecnici chiedono delle condizioni
impossibili da mettere in atto verso lo Stato e la Direzione Generale della
Cooperazione allo Sviluppo.
In questo momento non
possiamo aspettare la riforma e la sua applicazione, non possiamo continuare ad
indebitarci ancora con le banche”.
La Vice Ministra
Sentinelli ha risposto:
“Per la cooperazione internazionale le sensibilità sono diverse dentro il
governo anche dentro le stesse forze. Hanno molti delle lenti che guardano al
passato. Legati al PIL come unico parametro per giudicare il benessere.
Il fallimento delle
politiche di lotta alla fame ci deve portare a una modifica delle politiche che
proponiamo come Governo quindi non solo la questione della quantità degli aiuti,
ma ad esempio per le politiche commerciali vedi gli EPA (accordi di partenariato
europei) vanno cambiati, devono essere ricontrattati i rapporti Europa-Africa.
A gennaio Emma Bonino
si è detta disponibile a discutere con me delle politiche commerciali e delle
questioni aperte con i paesi in via di sviluppo. Bisogna cambiare la metodologia
degli interventi che è la sostanza politica,
perché non si cambia se non si lavora dando protagonismo a chi lavora sul campo
come voi.
I Fondi per l’Aps non
sono tutto, ma servono! Ci vuole una responsabilità pubblica sulla questione e
per questo non ho terminato il mio sforzo perchè prevedo un altro intervento per
recuperare fondi per la cooperazione dalla Finanziaria.
Due anni fa nella
Finanziaria di allora i residui di spesa andavano in economia, cioè non si
potevano riutilizzare per la cooperazione. Nel 2005 erano 50 milioni per
esempio. Ora con una nuova norma nell’attuale Finanziaria potremo recuperare
questi fondi.
Per il Fondo Globale
visto il vuoto creato dalla mancanza dei fondi, l’azione presa è stata quella di
presentare una legge per la creazione di un fondo ad hoc per le pandemie sia
alla Camera, e dopodomani al Senato.
Il miliardo presentato
per le missioni di pace, non è solo missione militare ma dobbiamo chiarire come
spendere quei soldi per la cooperazione nei paesi coinvolti. In Afghanistan noi
abbiamo avuto qualche milione di euro per pochissimi interventi ora dobbiamo
sfruttare i fondi già stanziati per le missioni di pace per fare cooperazione.
Punti su cui voglio
essere chiara: la cooperazione è cooperazione di lungo periodo, non può essere
solo emergenza umanitaria e non ci deve essere confusione coi militari.
Inoltre l’aiuto legato
deve finire, gli interessi delle imprese italiane devono essere sganciati da
quelli della cooperazione internazionale dello Stato.
Riforma della Legge 49:
la legge del 1987 è stata una buona legge, ma è vecchia. Stiamo lavorando per
fare presto perché si è discusso tanto, abbiamo istituito un Tavolo per la
riforma per favorire il dibattito.
Perché la Legge Delega:
sembra che escluda la discussione in parlamento, ma invece la facilita perché
dalla proposta poi nei passi successivi si farà una vera consultazione.
C’è un confronto dentro
il Ministero degli Esteri e col Ministro D’Alema: nella legge le finalità
dovranno essere esplicitate attraverso temi nuovi:
diritti umani, diritti delle donne, tutela del lavoro e dell’ambiente, dei beni
comuni, e il ruolo dei privati che possono partecipare alle risorse ma senza
sostituzioni dello Stato.
Gli indirizzi politici
dovranno essere mantenuti dal Ministero, ma l’attuazione di questi sarà opera di
un’Agenzia
per la Cooperazione,
che abbia autonomia e dia snellimento delle procedure, a cui chiedere però una
grande responsabilità di gestione e verifica.
Il disegno di Legge a
giorni sarà concluso, mi impegno a convocare il Tavolo della Riforma per
presentare il lavoro fatto dal Consiglio dei Ministri”.
fonte:
Ufficio Stampa
Associazione ONG Italiane - 2006
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