|
clicca questo
link se vuoi accedere alle notizie dell'Archivio di Corverde 2006
Motore di ricerca
|
Johan & Levi presenta il volume
Sfogliature di Siegmund Ginzberg
Ne parlano a Milano il 26 giugno 2006 Eva
Cantarella, Philippe Daverio e Paolo Mieli.
Dentro a ogni capolavoro letterario c’è
un mondo le cui sfaccettature si rivelano nel tempo, rilettura dopo rilettura.
L’atto del rileggere il classico evidenzia i fortissimi legami esistenti fra la
nostra attualità e la storia, fra le cose che accadono oggi e la loro perfetta
descrizione nella letteratura del passato.
Siegmund Ginzberg con il suo
libro Sfogliature. Scoop nascosti nei classici, edito da Johan & Levi,
invita proprio a questo, alla rilettura di classici che a secoli o millenni di
distanza hanno l’intrinseco potere di essere attuali.
Il volume, il cui titolo rimanda al gesto dello sfogliare un quotidiano, si
compone di scritti che Ginzberg pubblica il sabato su Il Foglio,
appositamente riveduti per l’occasione. La presentazione ha luogo lunedì 26
maggio 2006 alla Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano ad opera di
relatori d’eccellenza:
Philippe Daverio , autore
della prefazione, Eva Cantarella e Paolo Mieli.
Ginzberg presenta i grandi scrittori del
passato come un faro per la rilettura del presente: ecco dunque Cervantes,
Tolstoj, Rabelais, Omero, Tucidide, Tacito, Goya, Goethe, Marlowe, Spies,
Melville, Hawthorne, Musil, Thomas Mann, Arthur Miller, Dostoevskij, Gogol,
Voltaire e Conrad che dicono la loro sugli argomenti su cui ci si confronta nei
dibattiti di oggi, spesso con sorprendente e intrigante freschezza.
Ecco che l’Iliade, con le sue immagini terribili di morte e distruzione,
di vilipendio e vendetta, è per sempre attuale nel riferire con parole antiche
ciò che oggi trasmettono le immagini quotidiane dei TG, e può essere, come
sottolinea l’autore, letta e riletta in epoche diverse, e nella stessa epoca
in modi diversi. Ecco Rasputin, attualissima figura di santone e taumaturgo,
amato dai Romanov per le sue magiche guarigioni di quel bambino che mai sarebbe
stato zar. Ecco I Fratelli Karamazov, romanzo da cui parte Ginzberg nel
suo chiedersi con agghiacciante attualità come sia concepibile far del male
(…) ai bambini, fosse pure per salvare l’umanità intera.
I capolavori letterari del passato aprono una porta, la spalancano, sulla
nostra quotidianità. Quotidianità che, come spiega Philippe Daverio,
replicata ossessivamente dalla carta e dall’etere entra in un epos carico di
echi. Prende dignità di storia per il fatto solo di poter essere paragonata a
ciò che storia è diventato, e quindi classico.
Un invito ad un viaggio che nasce soltanto
dalla comprensione della lezione dei grandi autori del passato. Scrive l’editore
del volume, nella sua nota: l’idea di fondo di queste "sfogliature" nasce
dalla convinzione che sono classici, secondo la definizione che ne dà Italo
Calvino, quei libri che non smettono mai di dire quello che hanno da dire, che
svelano qualcosa di nuovo a ciascun lettore in ogni epoca diversa, così da
offrire a ogni nuova lettura analogie e parallelismi inediti con i fatti del
momento.
Siegmund Ginzberg è nato a Istanbul nel 1948, da madre ebrea sefardita e
padre ashkenazita, immigrati a Milano negli anni cinquanta. I nonni erano
sudditi dell’impero turco ottomano. Dopo gli studi di filosofia, Ginzberg ha
intrapreso l’attività di giornalista che lo ha portato, come inviato e
corrispondente, in Iran, Cina, India, Giappone, Corea del Nord e del Sud, in
quasi tutti gli altri paesi asiatici, a New York, Washington e Parigi. Nei suoi
traslochi ha più volte fatto il giro del mondo portandosi dietro una biblioteca
più adatta ad una vita stanziale, con solide radici. Attualmente vive a Roma
dove collabora con l’Unità e Il Foglio.
fonte: CLARART
|