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Altro consumo denuncia gli
sforamenti degli spot televisivi
In undici giorni di
monitoraggio degli spot in televisione, un giorno per mese, delle sette reti tv
nazionali solo Raidue e Raitre non hanno mai sforato i tetti orari pubblicitari.
Tutte le altre non hanno rispettato i tetti orari stabiliti per legge.
La sintesi dei risultati del
monitoraggio di Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori,
sull’affollamento pubblicitario, in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia,
parla da sola.
Su Canale5 sulle stesse 176 ore
monitorate sono state registrate 45 ore di violazione ai tetti. Su Rete4 44 ore,
su Italia1 39 ore. Chiudono la classifica dell’affollamento oltre le regole
RaiUno e La7, con 2 ore ciascuna di sforamento. Ben venga dunque la riforma
della legge Gasparri, approvata oggi, soprattutto laddove si impegna a
combattere l’overload pubblicitario, equiparando le televendite agli spot e
portando l'indice di affollamento orario per la pubblicità per gli
operatori in posizione dominante dal 18% al 16%.
La nuova legge non produrrà
effetti, comunque, se non accompagnata da un’attività di costante resoconto
dell’Autorità delle Comunicazioni – almeno con cadenza settimanale – degli
sforamenti dei tetti orari, da rendere pubblici in modo tempestivo, magari sul
proprio sito.
In tal modo le reti televisive
inadempienti sarebbero richiamate istituzionalmente al rispetto della legge, e
l’Autorità assolverebbe al proprio ruolo di garante di vigilanza, sino ad oggi,
purtroppo, rimasto sulla carta.
Altroconsumo accoglie con
favore l’approvazione del disegno di legge Gentiloni in quanto naturale seguito
della decisione di apertura della procedura d’infrazione della Commissione
europea sulla base dell’esposto di Altroconsumo nel maggio 2005. Il passaggio al
digitale potrà così avvenire con maggiori garanzie di superamento dell’attuale
duopolio televisivo.
Per terminare, qualche conto in
tasca alle emittenti irrispettose della legge: lo sforamento dei tetti calcolato
da Altroconsumo rappresenta il 2% della totalità degli spot; proiettando tali
violazioni nell’arco di un anno, Altroconsumo ha stimato un potenziale maggiore
introito per le tv fino a 50 milioni di euro.
Fonte: ufficio stampa
Altroconsumo - 2006
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