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Sistema Turistico Valli
Bolognesi
il progetto tra soggetti
pubblici e privati per valorizzare
l’Appennino tra Firenze e Bologna
Bologna e Firenze sono due
fra le più note e frequentate città italiane d’arte e cultura, ma probabilmente
è meno noto ai più il territorio che condividono, uno spicchio di Appennino tra
i più belli d’Italia, scrigno di natura, storia, tradizioni antiche.
Grazie alla sua posizione
strategica di zona di passaggio tra il versante orientale e quello occidentale
dell’Appennino, tra Bologna e Firenze, questo territorio è stato fin dall’epoca
paleolitica un ottimo luogo dove metter su casa. Dai Celti agli Etruschi, dai
Romani ai Galli, dai pellegrini in viaggio verso Roma alle signorie
rinascimentali, dai soldati napoleonici ai partigiani della Resistenza, sono
arrivate fino a noi le testimonianze delle epoche che hanno segnato la storia di
queste montagne: antichi villaggi preistorici, strade militari, pievi, rocche
fortificate, mulini, piccoli borghi di pietra. Segni di vita dell’uomo, in
armonia con un ambiente che ancora oggi ama e protegge la sua natura riservata e
antica.
Per scoprire il fascino
nascosto di queste montagne tra Emilia e Toscana, e le sue notevoli potenzialità
turistiche, è nato il Sistema Turistico Valli Bolognesi, un progetto
(frutto di una collaborazione tra soggetti pubblici e privati) che ha
l’obiettivo di valorizzare l’Appennino e promuovere un turismo di qualità,
compatibile con l’ambiente e con ritmi di viaggio a misura d’uomo. Infatti, per
apprezzare tutto ciò che di bello e di autentico ha da offrire questa terra di
bosco e montagna, bisogna essere disposti alla lentezza. Nel territorio delle
Valli Bolognesi c’è tutto ciò che può piacere ad un escursionista, perché gli
itinerari sono un mix ideale di valori naturalistici, storici, culturali, senza
tralasciare le tradizioni enogastronomiche, uno dei punti d’eccellenza della
zona. Il bellissimo paesaggio appenninico, caratterizzato da boschi di castagni
e faggi, numerosi corsi d’acqua, prati pascoli, vigneti, affioramenti rocciosi,
è perfetto per gli appassionati di trekking, cicloturismo, equiturismo, che
possono trovare sempre ottimi punti di sosta presso agriturismi, trattorie e
paesi.
A cavallo sulle tracce del
Grand Tour
In tutta calma, a
piedi, in bici, a cavallo, ecco le ideali modalità di viaggio per scoprire le
Valli Bolognesi, rivivendo le stesse emozioni dei viaggiatori del passato, come
quelli che intraprendevano il Grand Tour. Dopo i pellegrini del Medioevo
che attraversavano l’Italia per arrivare a Roma, ecco i primi turisti “ante-litteram”,
i rampolli di nobili e ricche famiglie europee, per le quali il viaggio in
Italia aveva un ruolo basilare nella loro educazione e formazione di
gentiluomini. Il termine Grand Tour – da cui deriva quello di turismo – appare
per la prima volta nel libro “Viaggio in Italia” di Richard Lassels. Il vero
“boom” del Grand Tour in Italia dilaga nel corso del ‘700 e durerà fino alla
metà dell’ ‘800. Dall’esperienza umana del viaggio, inteso come conoscenza di
luoghi, persone e culture diversi, oltre che come percorso iniziatico alle
esperienze della vita, nascevano diari, guide, epistolari, in cui oggi
ritroviamo un ritratto vivido ed avvincente di tanti luoghi italiani, più o meno
famosi. Fra i nomi celebri che attraversarono l’Appennino Bolognese, diretti a
Firenze e Roma, ci sono De Montaigne, Casanova, Goethe, Sterne, Chateaubriand,
Dickens, Stendhal. Questi “turisti” intellettuali si allontanavano da casa per
lunghi periodi e viaggiavano armi e bagagli secondo i mezzi migliori consentiti
dalla loro epoca, ovvero il cavallo e la carrozza. Nel 1739, la guida per
viaggiatori di Dutens segnalava 7 stazioni di posta tra Bologna e Firenze ed un
tempo medio di percorrenza di circa 14 ore. Le asperità dell’Appennino in questo
tratto sono sempre state d’ostacolo alla realizzazione di strade comode tra
Bologna e Firenze, e questo ha fatto sì che una gran parte del territorio sia
ancora oggi in buona parte incontaminato.
Volendo calarsi nei panni
dei viaggiatori del Grand Tour, le Valli Bolognesi offrono un vero paradiso per
chi ama viaggiare in compagnia del cavallo, ma con tutti i comfort della nostra
epoca. Il Sistema Turistico Valli Bolognesi ha curato la pubblicazione di una
guida tematica sull’ippoturismo, con proposte turistiche articolate secondo
vari percorsi, e completa di informazioni e consigli utili: cartine dettagliate,
tempi di percorrenza, luoghi da visitare, eventi e sagre tipiche, strutture di
accoglienza associate FISE, noleggio cavalli, etc. I cavalieri moderni, infatti,
troveranno sul loro percorso punti di sosta e ristoro – dai Bed & Breakfast,
agli agriturismo, dai campeggi ai centri ippici – perfettamente attrezzate per
accogliere nel modo migliore anche i loro cavalli. Le strutture selezionate
contrassegnate dal logo Ippo Club sono qualificate per ospitare cavalieri
e cavalli.
Il territorio
Le Valli Bolognesi confinano
ad ovest con il Comprensorio Sciistico del Corno alle Scale, ad est con il
circondario Imolese, a nord con la città di Bologna e a sud con il Mugello
toscano e la Val Bisenzio. Il territorio interessato si estende per circa 600 km
in ambito collinare (dai 200 ai 500 m s.l.m.) ed include 8 comuni della
provincia di Bologna: Sasso Marconi, Pianoro, Monterenzio, Loiano, Monghidoro,
Monzuno, S.Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli. Le tre valli
dominanti – Idice, Savena, Setta – prendono il nome dai fiumi che solcano questo
tratto d’Appennino. Gli altri fiumi – e le omonime valli – sono il Sambro ed il
Reno.
fonte;
Ufficio Stampa Sistema Turistico Valli Bolognesi - 2006
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