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ONG DEL FORUM SOLINT: mantenere per
il 2007 almeno lo stesso stanziamento che era stato previsto per il 2006
altrimenti è cecità politica
Gli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo,
occorre ricordarlo, sono finalizzati alla lotta alla povertà, al miglioramento
delle condizioni di vita di popolazioni spesso al limite della sopravvivenza,
allo sviluppo di relazioni internazionali di apertura, dialogo, solidarietà, al
rafforzamento della pace. L’emigrazione crescente, spesso disperata, dai paesi
più poveri verso quelli industrializzati ed in particolare l’Europa, ha ormai
convinto anche i più dubbiosi che il problema della povertà nel mondo non può
lasciarci indifferenti ma deve invece vedere seriamente coinvolti sia le società
che i governi dei paesi più ricchi. Oltre alla dimensione etica e di giustizia,
la questione tocca, in modo diretto ormai, gli interessi e il futuro dell’Italia
e dell’Europa.
L’impegno del Governo italiano si è ridotto di anno in anno, con tagli
successivi dei fondi, fino a giungere all’attuale minimo storico dello 0,1% del
Pil. Un’ulteriore riduzione degli stanziamenti per la cooperazione allo
sviluppo, come ipotizzato dal ministro dell’Economia nella predisposizione della
legge finanziaria, sarebbe un atto di grande cecità politica e di chiusura, nel
momento poi in cui l’Italia intende giocare un rilevante ruolo internazionale.
La riduzione sarebbe anche un segnale di incoerenza e di inganno rispetto alle
affermazioni e agli impegni assunti dalla coalizione di governo fin dalla
presentazione del programma. Inganno e incoerenza che non possono essere
facilmente accettati dagli elettori che hanno creduto al programma, specie nei
punti più sensibili come quello dell’aiuto ai paesi più poveri.
I problemi della finanza pubblica sono noti. Non possiamo quindi,
realisticamente, attenderci consistenti aumenti di risorse, almeno per la
prossima finanziaria, nonostante il governo abbia sempre parlato di inversione
graduale di tendenza nella direzione dello 0,7% del Pil fissato a livello
internazionale. Sarebbe doveroso e moralmente obbligatorio, però, che
l’attuazione del programma su questo capitolo iniziasse almeno dal mantenimento
nella finanziaria dello stanziamento previsto per il 2006, pari a 583 milioni,
con l’aumento simbolico di un milione di euro come segno dell’avviato incremento
che troverà compiutezza nei restanti anni della legislatura.
In questi ultimi giorni stanno circolando idee su come reperire fondi per la
cooperazione allo sviluppo. Già nel passato sono state presentate proposte. La
più nota è la Tobin tax sulle speculazioni finanziarie. Alcuni paesi hanno
recentemente introdotto una tassa sui biglietti aerei di prima e business. In
Italia il presidente dei deputati dell’Ulivo propone una misura efficace e poco
gravosa, la tassa di un centesimo su sms e telefonate da cellulare, che
permetterebbe di reperire 600 milioni di euro l’anno. Ciò che deve essere
chiaro, però, è che il punto di partenza non può essere l’ennesimo taglio degli
stanziamenti, politicamente ed eticamente insostenibile e che intaccherebbe
gravemente la credibilità del programma e delle forze di governo.
Ben venga il centesimo sulle chiamate cellulari, ma dovrà trattarsi di risorse
aggiuntive, ad incremento dello stanziamento di bilancio che non può ammettere
più alcuna riduzione dopo la progressiva riduzione dei fondi negli ultimi
quindici anni e dopo gli impegni assunti di fronte agli elettori ed a livello
internazionale. Ben venga anche la presa in esame delle altre proposte da tempo
in discussione, come la tassazione delle speculazioni finanziarie, e di alcune
misure adottate in altri paesi. Su questo si può dialogare, ma il Governo deve
assicurare di aver fatto la sua parte, già e soprattutto in questa finanziaria.
Fonte: Solint 2006
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