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SPOON RIVER, ciao
pictures by William Willinghton, words by Fernanda Pivano

Per raccontare l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, uno dei  sogni più affascinanti di tutta la letteratura, le librerie La  Feltrinelli presentano in anteprima mondiale la mostra fotografica  Spoon River, ciao di William Willinghton e Fernanda Pivano in  contemporanea nelle gallerie espositive di Milano, Roma, Bologna,  Genova, Firenze, Napoli e Bari.
Inaugurazione nazionale il 3 maggio alle ore 18.30, piazza Piemonte, 2- Milano. Saranno presenti Fernanda Pivano e William Willinghton.

Spoon River esiste davvero
Vi siete mai chiesti se il paese di Spoon River con il suo piccolo cimitero sulla collina dove “tutti, tutti, dormono, dormono, dormono” esiste davvero o si tratta di un’invenzione di Edgar Lee Masters?

William Willinghton è stato a Spoon River (Illinois, Usa) e lo ha raccontato in una mostra accompagnata dai testi inediti di Fernanda Pivano, curata dal critico Roberto Mutti e composta da immagini in bianco e nero (vintage prints 55 x 70 cm), scattate nei veri luoghi descritti nelle poesie dell’Antologia di Spoon River.

Ma non aspettatevi fotografie convenzionali. Vi vedrete piuttosto il torbido fiume Spoon con i boschi che si affacciano sull’acqua tranquilla; i frutteti sulla strada di Siever e il negozio dove veniva venduto lo sciroppo d’acero; la piazza principale della città dove ci sono il tribunale, la banca, il municipio, un ristorante, un bar, la chiesa, la farmacia, la bottega dell’ottico e l’orologeria, ma anche il giornale cittadino, un tempo diretto dal Direttore Whedon, uno dei più grandi nemici di Masters; e poi ancora, la scuola nella valle (quella scuola che spesso i ragazzi marinavano per salire di nascosto sui treni) e gli spazi sconfinati che circondano il paese dove sorgono grandi fattorie “bianche come la neve” in cima alle colline o poderi
vicino alle strade di polvere, come quello di Aaron Hatfield, sulla strada per Atterbury, dove i ragazzi andavano a raccogliere le nocciole lungo le boscaglie prima della gelata.
E infine il piccolo cimitero sulla collina, dove tutti dormono, proprio tutti, dal malato di cuore Francis Turner alla sua fidanzata Mary, dal suonatore Jones al fondatore della città Washington McNeely.

Un realismo semplice ma colto, quello di Willinghton, che ci accompagna nella realtà di tutti i giorni di un paese da tutti sognato; una realtà di storie quotidiane raccontata dalla sua silenziosa macchina fotografica e nobilitata con il suo stile asciutto ed incisivo che gli permette di presentare ogni situazione nella sua essenza, senza appesantirla con significati superflui.

E tutte le immagini sono raccontate dai testi inediti di Fernanda Pivano che svela, ancora una volta, una Spoon River che solo lei conosce, come i segreti di quegli amori “reali o immaginari che stregano le anime che li accolgono nei loro sogni” o gli Indiani “che sembra di vedere spuntare all’orizzonte con i loro cavalli stregati, le loro armi magiche, la loro irruenza fatale”.

L’incontro tra William Willinghton e Fernanda PivanoPoco prima di Natale, passando dall’Italia, William Willinghton aveva voluto rivedere Fernanda Pivano, che era stata la prima a tradurre in Italia l’Antologia di Spoon River nel 1943 e che aveva visitato i luoghi che ispirarono l’Antologia nel 1956.

Quella sera William Willinghton le aveva fatto trovare sul tavolo del ristorante dove si erano incontrati, una scatola di fotografie: erano le immagini che William Willinghton aveva scattato qualche mese prima a
Spoon River.

E così Fernanda Pivano dopo averle guardate, aveva annotato sulla scatola che conteneva le immagini: “Caro William Willinghton, tu passi la tua vita a ucciderti a forza di sognare” e la stessa notte aveva deciso di scrivere vicino ad ogni immagine “poche parole che le ricordavano le emozioni di quella realtà sognata da adolescente e che quelle fotografie erano ancora capaci di farle sognare”.

Dal viaggio di William Willinghton e dall’incontro con Fernanda Pivano sono nati la grande mostra Spoon River, ciao che dopo essere presentata in Italia sarà esposta in altri 20 paesi, e il libro Spoon River, ciao.
Pictures by William Willinghton, words by Fernanda Pivano (Dreams Creek, 2006), che non è il catalogo della mostra “ma un’opera a se stante – dice Willinghton – da leggere e guadare da soli, in silenzio, così come è stato realizzato”.
Un libro di grande formato a tiratura limitata, con una copertina disegnata da Stefano Bozzetta, in omaggio a Fernanda Pivano.
Parte del ricavato sarà devoluto, per volontà degli Autori, al cimitero di Spoon River.

Spoon River, ciao e le librerie Feltrinelli - Dal 3 al 31 Maggio 2006, la mostra Spoon River, ciao sarà allestita in contemporanea nelle Gallerie Espositive delle librerie La Feltrinelli di: Milano (Piazza Piemonte), Roma (Galleria Colonna),Firenze (Via Cavour), Bologna (Piazza Galvani), Napoli (Piazza dei Martiri), Genova (Via XX Settembre) e Bari (Via Melo).

L’idea di esporre in un luogo differente da una galleria fotografica in senso stretto, nasce dalla volontà dell’Autore di cercare un contatto diretto non solo con il pubblico specializzato, ma anche di avvicinare la gente comune (e i giovani in particolare) alla fotografia.

Seguendo un modello già  sperimentato con successo dall’Autore all’estero (e anche in Italia dove la precedente mostra, Italian Lovers, era stata visitata da migliaia di persone), le sette mostre si trovano in un luogo di alto afflusso di pubblico dove non è necessario acquistare un biglietto d’ingresso (si stima un flusso di oltre 200.000 persone nel mese di esposizione), e al tempo stesso i luoghi che ospitano le mostre hanno la facoltà di valorizzare le immagini favorendone una fruizione meditata. “Ho sempre pensato che l’unica cosa importante con la fotografia – sostiene William Willinghton – sia arrivare al cuore della gente: il resto non mi interessa”.

fonte: Ufficio stampa Spoon River, ciao

 

 

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