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Taken Over
- Linda
Fregni Nagler
a cura di Ilaria Gianni
Fondazione
Adriano Olivetti
Roma, Via G. Zanardelli 34
26
giugno
- 9 luglio 2006
Lunedì 26 Giugno alle ore
18.30 negli spazi della Fondazione Adriano Olivetti sarà presentato
Taken Over, il
primo lavoro video dell’artista Linda Fregni
Nagler. L’artista esporrà un film di circa venti minuti in cui
vengono narrati gli ultimi quattro giorni che due personaggi, un uomo e una
donna, trascorrono nella loro casa
- vera protagonista del cortometraggio
- dalla quale saranno misteriosamente cacciati. L’opera
dell’artista si pone
in una zona di confine tra discipline, permettendo di osservare la dialettica
arte-fotografia/cinema nella sua realizzazione concreta e di riflettere
sull’osmosi formale tra immaginario statico dell’esperienza fotografica e
immagine in movimento. In occasione della mostra di Linda Fregni Nagler, in cui
sarà presentata anche una serie di fotografie, sarà pubblicato un catalogo edito
da Produzioni NERO con testi di
Ilaria Gianni,
Andrea Lissoni e
Cesare Pietroiusti.
Taken Over
è il primo appuntamento della rassegna
Step in step out
- a cura di
Ilaria Gianni
-
che si pone come obiettivo
quello di riflettere sulla trasformazione del mezzo video
utilizzato ormai non tanto per le sue peculiarità formali
specifiche, quanto piuttosto come alternativa accessibile al mezzo
cinematografico. Mutuando modalità e forme dal mondo del cinema infatti, gli
artisti occupano, con la loro posizione contestuale, uno spazio intermedio tra
un ambiente museale e una sala cinematografica.
Partendo dai lavori di
giovani artisti, nel corso dei prossimi appuntamenti della rassegna, saranno
esplorate le differenti modalità attraverso cui le singole personalità
artistiche approdano al linguaggio cinematografico
appropiandosene. Considerando i possibili scambi tra i due
universi, si cercherà di approfondire lo sconfinamento tra i due linguaggi.
Grazie anche all’apporto
teorico di specialisti del settore, si cercherà di comprendere come vengono
utilizzate, scomposte, ricomposte e integrate, in un complesso sistema di segni
e interscambi, le molteplici potenzialità dell’immagine in movimento.
Fonte:
comunicato stampa della Fondazione Adriano Olivetti
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