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Forum:
“prospettive future per il Torchiato di Fregona” 2006
Si è svolto il Forum “prospettive future per il
Torchiato di Fregona”, appuntamento inserito nel calendario della 32esima Mostra
del Torchiato DOC, che si protrarrà fino al 1° Maggio. Produttori e Autorità,
insieme a professori e ricercatori dell’Università di Padova, si sono
confrontati a lungo, per tentare di capire quale potrà essere la strada da
percorrere per dare nuovo slancio a questo antico prodotto.
Il Forum si è aperto con i saluti della Presidente del
Consorzio del Torchiato, Stefania Pollini, e con il benvenuto del Sindaco di
Fregona, Giacomo De Luca, che ha sottolineato come allo sviluppo del Torchiato
sia legato anche lo sviluppo dell’intero paese.
Il primo relatore è stato l’enologo Enzo Michelet, il
quale ha sottolineato come l’originalità del Torchiato doc sia dovuta alla
piccola produzione di questo vino passito (i produttori di Torchiato sono
infatti una quindicina) e alla sua antica tradizione.
La parola è quindi passata al dott. Giuseppe Cattarin
della Regione Veneto, che nel suo intervento sull’aspirazione del Torchiato a
diventare una DOCG, ha evidenziato come il passaggio da doc a docg per il
territorio di Fregona non avrebbe certamente un impatto pesante come invece si è
verificato in altre zone del nostro Paese, poiché già oggi la produzione e la
resa del Torchiato rientrano e, anzi, sono inferiori a quanto previsto anche
dalle norme più restrittive del disciplinare. Resta però da capire quali
opportunità aprirebbe questo cambiamento e se sia proprio questa la strada da
percorrere per la valorizzazione del prodotto. “Queste valutazioni dovranno
farle i produttori ma, qualsiasi sarà la loro decisione, la Regione Veneto
sosterrà attivamente le loro scelte”, ha concluso Cattarin.
È stata dunque la volta del prof. Vasco Boatto
dell’Università di Padova, che ha presentato i primi risultati di uno studio
sulla situazione attuale del mercato dei vini passiti in Italia, da cui è
risultato chiaro che i punti di forza di questo prodotto sono la tradizione, la
storia, la tipicità e l’originalità. Unica debolezza può essere la quantità
limitata del prodotto ed è quindi il miglioramento della produzione, inteso
anche come riduzione delle perdite, il punto su cui lavorare.
Fausto Maculan ha quindi portato la sua personale
testimonianza di produttore del Torcolato di Breganze, un prodotto da lui
riscoperto e rilanciato, che nei primi anni ’70 era di scarsissima qualità e la
cui produzione era di non più di 25 ettolitri.
Oggi, dopo molti studi per migliorare il prodotto e dopo
essersi ispirati a modelli di riferimento che del vino passito hanno fatto il
loro fiore all’occhiello (come, ad esempio, il Sauternes), il Torcolato di
Breganze è diventato un vino remunerativo e la produzione è passata a circa 800
ettolitri. Per Maculan fondamentale per la valorizzazione del prodotto è la
capacità di “creare la domanda” utilizzando correttamente la comunicazione e gli
altri strumenti del marketing. Prima però deve esserci una massa critica che
renda la produzione economicamente redditizia, cosa che rende importante
l’associazione tra i piccoli produttori in Consorzi.
Infine il prof. Pietro Tonutti, dell’Università di Padova, ha illustrato il
Piano di Ricerca sull’appassimento delle uve per il miglioramento qualitativo
del Torchiato, ricerca cui hanno dato il loro sostegno
le
pubbliche istituzioni, Comune, Comunità montana, Provincia, Camera di commercio
e Regione. Scopo della ricerca è quello di confrontare in termini di qualità le
tecniche tradizionali con nuovi approcci sperimentali, partendo dall’analisi del
processo di appassimento, passaggio chiave nella produzione del Torchiato.
In questo contesto si inserisce la progettazione del moderno centro di appassimento delle uve che il Consorzio
del Torchiato, grazie agli aiuti della Regione Veneto e del Comune di Fregona,
sta per realizzare. Qui i piccoli produttori potranno conferire le loro uve,
dando un’organizzazione più razionale alla produzione.
Dal convegno è quindi emerso che per farsi conoscere ad un pubblico allargato il
Torchiato doc dovrà migliorare la qualità, riorganizzare la produzione e,
aspetto fondamentale, dovrà dotarsi di una rete distributiva che vada a
supportare i piccoli spacci aziendali.
La ricerca di base, la riqualificazione del vino Torchiato e l’impegno dei
produttori saranno perciò gli elementi principali per il rilancio in chiave
moderna, su mercati competitivi, di questo vino passito tipico di Fregona e del
territorio intero, con le sue genti e la sua cultura.
fonte:
Roberto Castagner Acquaviti
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