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Vasche antiche per fare
vino ritrovate a Montefalco
Il 13 aprile
2006 la presentazione al pubblico. I reperti in un ex convento dei francescani,
proprietari delle cantine più ampie dell’area per lo Statuto comunale del
1703
Ritrovati a
Montefalco (Perugia) i
reperti di un’antica “cantina” in un ex convento francescano.
Durante i lavori di ampliamento e restauro del museo
del Comune umbro sono stati rinvenuti i resti di antichi opifici del convento
della Chiesa di San Francesco, utilizzati un tempo per la produzione di vino. I
ritrovamenti saranno presentati ufficialmente il 13 aprile alle ore 17. La
Chiesa, costruita tra il 1335 e il 1338, è stata officiata dai frati fino al
1863, quando passò in proprietà al comune di
Montefalco: ancora non si sa con
precizione quando, ma è in questo lasso di tempo che
sarebbero stati ricavati nell’ edificio le “vasche” per la produzione di vino.
In una parte dello Statuto comunale di Montefalco
del 1703, relativo all’autorizzazione alla vendita al
minuto del vino, si desume che i frati avessero estese proprietà e le più vaste
cantine di Montefalco. “Ottimamente conservate –
assicura il sindaco Valentino Valentini - le cantine
sono una testimonianza concreta dell’unione che
esiste a Montefalco tra bene culturale e bene
colturale. Un legame, sempre esistito, che unisce arte e quotidianità, cultura e
società e che proprio in questa splendida struttura ha avuto il suo fulcro
centrale, grazie al ruolo e alle attività dei frati nei secoli”.
Per la prima
volta le antiche cantine, riallestite con materiali
del XVIII e XIX secolo per la lavorazione delle uve e la produzione di vino,
sono state rese accessibili e visitabili. I materiali di
allestimento sono stati forniti dall’associazione “Studio e Ricerca delle
Tradizioni Popolari Umbre Marco Gambacurta”. Il
ritrovamento delle cantine nell’edificio, attualmente
museo, conferma la presenza nei secoli e l’importanza storica ed economica della
vitivinicoltura a Montefalco.
Nel convento della Chiesa di San Francesco vi hanno lavorato artisti di
grande fama, quali il giovane Benozzo
Gozzoli (1452), che proprio a
Montefalco iniziò la sua attività indipendente; e il Perugino (1503) già
nella sua fase matura.
Un documento
storico conservato presso l’Archivio di Stato di Spoleto (la Trascrizione
dell’inventario dei beni mobili del Convento dei Frati Minori Conventuali della
Chiesa Museo di San Francesco del 1798) conferma la presenza di una cantina
perfettamente allestita e funzionale con vasche per la
pigiature delle uve e la raccolta del vino, botti, botticelle, bigonci e
altre attrezzature tipiche della produzione di vino. Ma già negli Statuti del
1692 troviamo altre indicazioni preziose riguardo alla produzione di vino, tra
cui le indicazioni precise sulla vendemmia, come è
riscontrabile nel testo che segue: “Della
pena di chi vendemmia avanti il mezo mese di
settembre. Rubrica XLVIII, IV libro. Nesuna persona
ardisca, o presuma vendembiar vigna alcuna avanti 20
dì del mese ottobre nel distretto di Montefalco in
pena di 10 libre. E ciascuno possa accusare, e
denunziare, et habbia la
terza parte del bando. Et il Podestà debbia farne
inquisizione per vincolo di giuramento”.
Dalla
domenica di Pasqua parte l’iniziativa domenicale che fino a
ottobre porterà i turisti in visita alle cantine più prestigiose del
Sagrantino di Montefalco
e alla scoperta degli angoli più suggestivi di questo territorio al centro
dell’Umbria. Un’occasione per visitare anche i reperti dell’antica cantina
ritrovati nell’ex convento dei frati francescani di
Montefalco (Info Strada del
Sagrantino – 0742/378490)
fonte: rosadeventi
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