|
clicca questo
link se vuoi accedere alle notizie dell'Archivio di Corverde 2006
Motore di ricerca
|
Vulture:
sulle orme degli antichi pellegrini
Sulle orme degli antichi pellegrini, alla scoperta dei luoghi sacri del Vulture,
in Basilicata. E’ questa la proposta turistica del Gal Sviluppo Vulture Alto
Bradano, per l’estate-autunno, targata 2006. Una proposta prodotta dalla
convinzione che il percorso dei luoghi sacri non è solo un momento di
raccoglimento e di meditazione, ma è anche l’occasione eccezionale per ammirare
chiese, eremi, monasteri, conventi e conoscere luoghi di grande fascino, in
alcuni casi, per molti versi, sconosciuti. Nel Vulture Alto Bradano storia,
arte, cultura infatti si intrecciano. Il passato incontra il presente, ed
incontaminate bellezze della natura, inquadrano testimonianze preziose di
antiche civiltà: siti archeologici, abbazie, monasteri, cattedrali, chiese, sono
immerse nel verde abbagliante del Vulture. Un territorio silenzioso, tutto da
scoprire.
Due gli itinerari alla scoperta della cultura e della spiritualità che il Gal
propone.
Il turismo religioso del Vulture: alla scoperta del territorio
Il primo percorso inizia dalla “piccola Assisi”. Si tratta di
Ripacandida, dove sorge la Chiesa di San Donato, che tanto ricorda quella
francescana, finemente affrescata in tutte le superfici disponibili. Il
cammino alla ricerca dei luoghi di culto, dove la bellezza e il misticismo si
fondono, continua con la famosa Cattedrale di Melfi. All’interno del
prezioso edificio barocco sono conservati un interessante crocifisso ligneo del
XV sec., numerosi dipinti di particolare interesse e una pregevole tavola del
XII sec. raffigurante la Madonna col Bambino fra due Angeli. L’Abbazia di San
Michele sorge invece a Monticchio, in un paesaggio di straordinaria
bellezza, dove il verde di una fitta vegetazione lascia spazio al lago Grande e
al lago Piccolo. E' nelle acque di quest'ultimo che si riflette la bianca
abbazia, fondata dai Benedettini nel X sec., costruita su una grotta scavata nel
tufo, dove, anticamente, si riunivano in preghiera i monaci italo-greci.
Passando sull’istmo che separa i due laghi, sono visibili le rovine dell'antica
Abbazia di S. Ippolito, impianto archeologico di eccezionale interesse, tutt’ora
in corso di scavi, ed anch’esso abitato dai Benedettini. Il Santuario di
Pierno è l’ultima meta del percorso. Eretto nel 1130 ad opera dei monaci
Romiti Basiliani, si erge su un altopiano a 960 metri di altezza, in territorio
di San Fele, già meta di pellegrinaggio spirituale e naturalistico, immerso
nell’abbagliante vegetazione di querce e castagni.
Il turismo religioso del Vulture: arte e cultura, alla scoperta delle feste
sacre
Non meno ricco è un secondo percorso, che attraversa i luoghi delle feste
religiose. L’itinerario parte dall’affascinante e misterioso complesso della SS.
Trinità, a Venosa, città nativa di Orazio: un enorme monumento, il più
studiato di tutto il meridione, costituito dalla “chiesa vecchia”, sorta in età
paleocristiana su un tempio pagano, e dall’ampliamento iniziato nel IX secolo,
costituito dalla “chiesa nuova” che, nel corso dei secoli, per ragioni
sconosciute, non fu mai completata: è la chiesa, oggi nota come "Incompiuta".
Venosa festeggia questo monumento, onora la Santissima Trinità ad inizio giugno,
come una volta, quando carri e birocci partivano giorni prima e, dopo un lungo e
faticoso viaggio, si fermavano a bivaccare sul grande piazzale antistante
l'Abbazia. Il 13 giugno si festeggia invece Sant’Antonio, il Santo più adorato
dalla comunità. Nell'occasione la processione porta la statua del Santo per le
vie della città, preceduta dalla “tredicina”, cioè da 13 giorni di preghiera,
che rendono il rito ancor più singolare. Il 16 agosto si festeggia San Rocco,
protettore di Venosa, e sono le luminarie e le orchestre a rendere la festa
assolutamente imperdibile.
Forenza sorge invece su un colle a poca distanza dai ruderi dell'antica
città di Forentum, e accoglie parte del Convento
dei Cappuccini, dove è custodito un vero tesoro: gli altari lignei, le tele del
1500, un dipinto di Santa Maria della Stella del XIV sec., un coro del XVI sec.
ed un prezioso crocifisso ligneo del XVII sec., che occorre veramente ammirare.
A Forenza, il 10 agosto, si festeggia San Felice e San Policarpo, mentre
la prima domenica di agosto è dedicata alla Madonna di Pompei: un intreccio di
colori e tradizioni immutate nel tempo.
Il nostro itinerario, prosegue verso Banzi, località sorta sull’antico
abitato romano, sito archeologico di grande interesse storico dove è ammirabile
il Monastero di Santa Maria, una delle più antiche fondazioni benedettine della
regione. Ma proseguiamo. La tappa successiva è un’ opera di grande fascino,
anche per la tradizione legata ai miracoli elargiti dal santo, rappresentata
dalla Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Canio ad Acerenza, denominata
anche, per appunto, “Cattedrale dei miracoli”.
L’itinerario termina a Tolve. Un borgo antico, risalente al V secolo a.C.,
che festeggia tutti gli anni, il 16 di agosto e di settembre, San Rocco: festa
che riunisce moltitudini incredibili, affollate su strade di gioia e di
speranza: la tradizione del chiedere la grazia, infatti, è molto radicata e
ancora sentita. Non a caso la chiesa di San Rocco conserva una collezione unica
di ex voto.
fONTI:
Ufficio Stampa Gal Sviluppo Vulture Alto Bradano
Per ADV Comunicazione - Coop Aleph
|