|
clicca questo
link se vuoi accedere alle altre notizie dell'Archivio di Corverde 2007
Motore di ricerca
|
ALCOL:
FIPE E SILB SOSPENDONO RAPPORTI CON ISTITUZIONI
Sospensione immediata di
ogni azione e ogni rapporto di collaborazione con le Istituzioni nazionali e
locali come forma di protesta. E' quanto deciso da Fipe e Silb in relazione
“all’articolo 6 della legge sulla sicurezza stradale – come si legge nella
lettera- che prevede la cessazione alle ore due della attività di
somministrazione di bevande alcoliche nei locali dove vengono organizzate forme
di intrattenimento. Il divieto colpisce 2.500 discoteche, 400 night club, oltre
10.000 locali serali che effettuano concerti, concertini ed altri
intrattenimenti”.
La federazione dei
pubblici esercizi e quella degli imprenditori dei locali da ballo si erano già
attivate per tutelare la salute dei cittadini. In questi mesi era stato aperto
un tavolo con i Ministeri e con le amministrazioni locali per dare vita a una
serie di iniziative ed azioni di educazione e di prevenzione volontaria, come
l'alcol test, incontri tematici con i giovani, convegni, “guidatore designato”,
campagne sicurezza stradale, e altro ancora. All'inizio dell'estate è stato
sottoscritto con i ministeri dell’Interno e delle Politiche Sociali e Giovanili
il Codice etico di autoregolamentazione per la sicurezza stradale.
Nonostante questi sforzi
da parte dei pubblici esercizi, “il Parlamento - si legge ancora nel testo - ha
deliberato una norma che fa ricadere esclusivamente sulle imprese, sui
lavoratori del settore, sui cittadini, sui turisti la responsabilità di vedere
ridotto il numero degli incidenti stradali”.
Il ritiro dai tavoli di
collaborazione con le Istituzioni è stato comunicato con una lettera al
presidente del Consiglio, Romano Prodi, e ai titolari dei Ministeri interessati
per sollecitare al più presto un quadro normativo più efficace e rispettoso,
oltre che di tutti i consumatori interessati, anche delle imprese e dei loro
lavoratori.
“La responsabilità
addossata agli esercenti – si legge infine - risulta troppo gravosa. Da tempo i
pubblici esercizi hanno imboccato con convinzione crescente la via della
responsabilità sociale, collaborando con le Istituzioni nazionali e locali. Il
divieto è stato adottato senza alcuna verifica preventiva dell’impatto su
consumatori, imprese di intrattenimento e loro filiera produttiva e avrà come
effetto la chiusura anticipata dell’ attività alle ore due di notte, con
gravissime conseguenze sulla sopravvivenza economica delle aziende,
sull’occupazione degli oltre 53.000 addetti del comparto musicisti, artisti,
personale di sala, e quant'altro. Non è stato considerata neanche la perdita di
attrattiva turistica complessiva del nostro Paese che sarà privato di un
segmento rilevante dell’offerta di divertimento. A queste condizioni, con
l’incombente minaccia di una norma iniqua, superficiale e ottusa, diventa
impossibile per le imprese dedicare tempo e risorse umane ed economiche proprie
a quelle attività volontarie di prevenzione che con profondo senso civico
avevano intrapreso”.
FONTE: COMUNICATO STAMPA FIPE CONFCOMMERCIO
|