Corverde 'News on the net!' diffusione e rilancio di notizie, fatti, interviste, eventi e comunicati

Chi siamo

Informazioni

Registrazione

Redazione

Notizie

Archivio 2012 Archivio 2011 Archivio 2010

Archivio 2009

Archivio 2008

Archivio 2007

Archivio 2006

Prendi il link alle news gratis

Corverde

Previsioni del Tempo

FAQ

Copyright e Note Legali

Mail

Copyright 2004 - 2011 Correre nel verde All Rights Reserved

Network:

Corverde

Correre nel Verde

Correrenelverdeonline

Esserci

Ideale Sociale

In Mente

Italian Global Project

Cnvnews

Cnvpress

Mediawebnews

Correrenelverde.org

Correrenelverde.net

Seguici su facebook

 


  Pubblicità  

 

  Pubblicità  

 

 

clicca questo link se vuoi accedere alle altre notizie dell'Archivio di Corverde 2007

 

 

 

Motore di ricerca

Google

web

questo sito

 

QUINTO ANNIVERSARIO DELL'UCCISIONE DEL PROFESSOR MARCO BIAGI, L'INTERVENTO DEL SINDACO SERGIO COFFERATI ALLA COMMEMORAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

Di seguito l'intervento del sindaco Sergio Cofferatialla commemorazione che si è svolta oggi in Consiglio Comunale nel quinto anniversario dell'uccisione del professor Marco Biagi, commemorazione tenuta dal senatore Tiziano Treu, presidente della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato.

"Autorità, onorevoli parlamentari, consiglieri, gentili ospiti, il 19 marzo di cinque anni fa le Brigate Rosse uccidevano nella nostra città il professor Marco Biagi. Erano le stesse Brigate Rosse che avevano colpito mortalmente Ezio Tarantelli il 27 marzo del 1985, e poi Roberto Ruffilli il 16 aprile del 1988, e Massimo D’Antona il 20 maggio del 1999. Come sapete negli omicidi come negli attentati dei terroristi c’è sempre una componente simbolica che si aggiunge alla terribile volontà distruttiva di vite umane. Il professor Biagi forniva il suo importante contributo intellettuale e professionale alla gestione del processo di cambiamento dell’economia globale e delle regole del mercato del lavoro che da quella trasformazione discendono. La sua era dunque una delicata funzione di cerniera tra lo Stato e la società nelle sue articolazioni. Una funzione rivolta a costruire un nuovo quadro di riferimento normativo e legislativo. Il suo era un lavoro svolto da consulente dei ministeri di tanti governi che si sono succeduti, e rivolto principalmente alle forze sociali, ai loro rapporti, al merito che le stesse affrontano quotidianamente. Era dunque un lavoro destinato oggettivamente a costruire un tessuto di relazioni in grado di ridurre il potenziale conflitto che i cambiamenti profondi della società e dell’economia possono stimolare. Era lo stesso ruolo che Massimo D’Antona aveva svolto sulla rappresentanza e per la regolazione del diritto di sciopero, che Ezio Tarantelli aveva realizzato sulla regolazione della redistribuzione dei redditi, e per il quale Roberto Ruffilli si era occupato per i temi della riforma delle istituzioni. E’ questo filo di responsabilità forte che la follia dei terroristi ha voluto recidere. Il professor Biagi aveva partecipato alla ricerca di regole legislative ma anche di modelli di relazioni tra le parti sociali in tanti momenti distinti della sua vita professionale. Lo aveva fatto indicando soluzioni nuove o valorizzando, come era parte della sua professionalità, esperienze di altre culture legislative a partire da quelle dei principali Paesi europei. Sono convinto, come vi ho appena detto, che ciò che ha prodotto la violenza dei terroristi, almeno in gran parte, sia stato in primo luogo l’effetto di composizione dei conflitti che il contributo intellettuale del professore poteva portare a realizzare. Anche per questo non sorprende ma preoccupa enormemente che nelle nuove indagini in corso sui nuovi fenomeni di terrorismo si intraveda una sorta di sintesi pericolosissima di diverse e lontane stagioni della follia delle Brigate rosse con gli avvenimenti dei tempi più vicini. Dai terroristi della prima ora i nuovi terroristi sembrano aver preso la scelta del completo anonimato, della apparente normalità nella loro attività, qualunque essa sia. E dei terroristi del periodo più recente imitano la scelta di mirare a intellettuali impegnati nella difficile costruzione del nuovo. Quel nuovo che ha bisogno di regole, di riferimenti normativi, legislativi e anche comportamentali. È necessaria pertanto una rapida ed efficace azione dello Stato perché quella radice velenosa venga estirpata, senza indugi, con l’azione più celere possibile, utilizzando i riscontri che oggi sono disponibili e considerando questa azione come parte indispensabile della costruzione delle condizioni di normalità nella sicurezza che le nuove scoperte confermano non essere ancora sufficientemente diffusa. Ed è necessaria nel contempo la pratica della responsabilità da parte di ognuno perché quella radice velenosa non trovi terreno nel quale attecchire. E’ evidente che nulla giustifica l’azione del terrorismo, nulla può confortare chicchessia a considerare oggettivo o inevitabile la follia di chi decide di distruggere simboli, luoghi e ancor di più vite umane. Ma non sfugge a nessuno che il permanere di sofferenze, di luoghi non risolti nelle loro fondamentali componenti democratiche possono offrire quel brodo di coltura nel quale da sempre il terrorismo ha cercato di introdursi. Ecco perché l’azione dello Stato è risolutiva ma sarà rapida ed efficace se accompagnata da tanti comportamenti civili, quotidiani, in grado di aiutare il dispiegarsi della forza repressiva risolvendo i problemi che riguardano l’insieme del tessuto sociale attraverso il consenso e con la soddisfazione ampia dei bisogni e delle esigenze in campo. Gentili ospiti, oggi la comunità bolognese, come negli anni passati, in luoghi e in forme diverse, si stringe intorno alla famiglia per condividerne il dolore e per ricordare l’uomo e l’intellettuale nelle sue funzioni, quelle che hanno riguardato la nostra comunità e in quelle che invece hanno affrontato i grandi temi dell’organizzazione statuale, delle regole che definiscono i comportamenti per l’intero Paese se non come in qualche circostanza addirittura per l’Europa. Lo facciamo anche noi, lo facciamo in questa sede, nella casa delle cittadine e dei cittadini bolognesi, e abbiamo chiesto di parlarci di lui, del professor Biagi, del suo lavoro, al senatore Tiziano Treu che lo ha avuto come collaboratore e come amico, e che voglio ringraziare, anche a nome vostro, per la disponibilità dimostrata in questa circostanza come in tante altre".

 

sostieni un bambino a distanza

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Redazione Corverde

Crea il tuo badge

leggi o scarica gratis la nostra rivista mensile Correre nel verde

Clicca qui!

clicca questo box e leggi altre notizie su Correrenelverdeonline!