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Emilia Romagna:
la Regione approva importante progetto di legge per la lotta al fumo
La lotta al fumo in Emilia-Romagna diventerà legge. La Giunta regionale ha approvato un organico progetto che propone una strategia globale di
contrasto del tabagismo. Il progetto di legge regionale prevede azioni e
strumenti per prevenire l'abitudine al fumo con azioni di sensibilizzazione su
stili di vita rispettosi della salute e sullo sviluppo della cultura del
non-fumo in particolare tra i giovani e i lavoratori, per assicurare la cura
della dipendenza da fumo garantendo accesso gratuito ai servizi del Servizio
sanitario regionale (come già avviene per l'alcol e per altre dipendenze), per
rendere pienamente efficace il divieto di fumare negli esercizi pubblici, nei
luoghi di lavoro pubblici e privati, nelle scuole e nelle strutture sanitarie
(per queste ultime il divieto viene esteso alle aree aperte di accesso,
limitrofe e di pertinenza, appositamente individuate e segnalate). Lo strumento
applicativo della legge sarà un piano regionale triennale, che fornirà alle
Aziende sanitarie le linee di indirizzo per progetti locali che sviluppino
contestualmente azioni orientate alla prevenzione dell'abitudine al fumo,
all'offerta di servizi per la cura del tabagismo, al rispetto dei divieti. I
progetti locali saranno promossi dalle Conferenze territoriali sociali e
sanitarie e realizzati con la collaborazione dei Comuni, del mondo della scuola,
del lavoro, delle associazioni di volontariato, del terzo settore. In
particolare, per la promozione della cultura del non-fumo e per la prevenzione
del tabagismo, la legge prevede la realizzazione di iniziative di
sensibilizzazione e di educazione alla salute, coordinate dalle Aziende
sanitarie, nelle scuole, nei luoghi di aggregazione giovanile e nei luoghi di
lavoro. Per la cura del tabagismo, la legge regionale prevede che i servizi
offerti dai Centri antifumo, già presenti in tutte le Aziende sanitarie,
diventino gratuiti, cioè a totale carico del Servizio sanitario regionale, e che
i percorsi di cura vedano la collaborazione dei medici di famiglia, in
particolare per interventi di sostegno e di supporto alla disassuefazione. Sul
fronte dei divieti e delle sanzioni, la legge regionale ribadisce quanto
stabilito dalla normativa nazionale: ai datori di lavoro pubblici (Regione, Enti
locali, Scuola, Aziende sanitarie, Uffici della Pubblica amministrazione)
spettano la vigilanza, il controllo e le sanzioni; ai datori di lavoro privati
spetta la cura dell'osservanza del divieto di fumare mentre le sanzioni sono in
capo alle Aziende Usl, ai Comuni, e in generale ai pubblici ufficiali. Il
progetto di legge, che sarà ora all'attenzione della Commissione consiliare
"politiche per la salute e politiche sociali" per approdare poi in Assemblea
legislativa, porta a sintesi l'impegno che la Regione ha in atto per la lotta al
fumo fin dal 1999, ben prima della legge nazionale voluta dall'allora ministro
Sirchia (legge 3/2003). I risultati ottenuti, a tutto il 2006, sono di rilievo:
incrementi dei servizi per la cura (da 3 Centri antifumo nel 1999 a 33 nel
2006), coinvolgimento di 30mila tra studenti e docenti nei programmi di
educazione alla salute nelle scuole nell'anno scolastico 2004/5, formazione dei
medici di famiglia e delle ostetriche dei Consultori e Spazi giovani, interventi
in luoghi di lavoro privati con accordi tra imprenditori e associazioni dei
lavoratori, inserimento del problema fumo nei Piani per la salute e nei Piani
sociali di zona.
Fonte: comunicato
Regione Emilia-Romagna 2007
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