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Enoturismo che passione: cresce l'interesse per le degustazioni in azienda e gli itinerari del vino

Cresce in Italia l’interesse per l’enoturismo. Un settore culturale ed economico che coinvolge ogni anno sempre più appassionati interessati alla degustazione di vino direttamente nelle aziende. È quanto è emerso dalla ricerca “Il Wine Lover”, commissionata da Vinitaly e presentato nel corso della 41^ Salone di Vinitaly (Verona, 29 marzo – 2 aprile), e dal convegno “Come cambia il Turismo del Vino”, organizzato dal Movimento Turismo del Vino.
“Il Movimento” - ha dichiarato la presidente, Chiara Lungarotti – “con le sue 1000 aziende associate ha come obiettivo quello di promuovere la cultura del vino e dell’accoglienza in cantina”.
Oggi non solo la degustazione dei vini direttamente in azienda è una pratica sempre più diffusa fra gli enoappassionati (coinvolgendone il 53% secondo lo studio sul “Wine Lover”), ma anche percorrere itinerari del vino sta diventando una vera e propria abitudine (27,8%).
“L’enoturismo infatti” - ha detto Valentino Valentini, presidente dell’associazione Città del Vino – “è una realtà in continua crescita, che già oggi conta 540 comuni italiani. Il vino ha praticamente plasmato il sistema locale, con un flusso di visitatori raddoppiato negli ultimi due anni”.
L’attività coinvolge tutti i soggetti del mondo turistico che, per le sue potenzialità, necessita oggi un ulteriore sforzo da parte delle istituzioni, non solo stanziando maggiori risorse ma soprattutto favorendo una visibilità nazionale e internazionale dei pacchetti delle nove “strade del vino” italiano.
“Il problema infatti” – ha affermato Giorgio Boscolo, di Boscolo Tours, - “sta nell’aggregare tutte le informazioni in un unico luogo, fisico o virtuale, così che il turista potenziale possa, sulla base di esigenze e passioni, trovare, scegliere e prenotare la soluzione che desidera”. I viaggi enogastronomici, che sempre secondo lo studio “Il Wine Lover” interessano il 23,7% degli enoappassionati, sono in continua crescita, “a testimonianza che la nicchia degli enoturisti del passato ha lasciato il posto ad una nuova tipologia di turisti, i cosiddetti amanti del buon vivere” - come sono stati definiti da Alessandro Regoli di Wine News -, “sensibili non solo al buon bere ma anche agli aspetti culturali e naturali che la meta turistica prescelta può offrire. Anche gli stessi innamorati del vino – ha proseguito - non si accontentano più di visitare le cantine e degustare vini di qualità ma cercano il contatto diretto con il produttore e vogliono vivere in prima persona le attività che portano alla produzione del vino” .

“Siamo convinti che servano iniziative che coinvolgano direttamente il turista” – ha dichiarato Albiera Antinori, responsabile della omonima azienda – “e in tale intento nasce il progetto Cantina Bargino, nel quale il turista avrà non solo la possibilità di degustare e apprendere le proprietà organolettiche dei vini prodotti ma anche di assistere direttamente all’attività quotidiana della cantina, così da renderlo partecipe dei valori, delle tradizioni e della storia non solo del vino ma anche del territorio”.
“Il vino insomma non esiste senza il suo territorio” – ha confermato Sissi Semprani, esperta di comunicazione – “e su tale aspetto bisogna puntare per qualificare sempre più l’offerta italiana nell’ideare pacchetti turistici enogastronomici completi, in risposta alle nuove e diversificati esigenze dell’enoturista italiano e straniero”.
“In tale prospettiva si concretizza l’attività stessa del Movimento Turismo del Vino” – ha concluso il presidente Chiara Lungarotti - e la partecipazione a Vinitaly è una preziosa occasione per ascoltare le nuove esigenze del mercato e per accrescere una cultura del vino, che aiutino le aziende a proporre non solo i prodotti ma anche se stesse come un’esperienza unica, fatta di valori e tradizioni storiche speciali”.


Fonte: comunicato Veronafiere 2007

 

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