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GREENPEACE: NO AI BREVETTI SU SEMENTI E ANIMALI DA ALLEVAMENTO Divieto globale alla brevettabilità di sementi e animali da allevamento.
Questa la richiesta avanzata a Roma dalla nuova coalizione “No Patent on Seeds”
formata da Greenpeace, Swissaid e Coldiretti, la più grande organizzazione
agricola italiana, insieme a più di trenta associazioni agricole del mondo e
centinaia di altre organizzazioni.
L’appello è stato lanciato nell’ambito di un convegno tra esperti del settore
organizzato presso la FAO. “No Patents on Seeds” teme che, soprattutto in
Europa, si diffondano sempre più brevetti su piante e animali da allevamento
ottenuti con convenzionali tecniche di selezione. L’incontro di Roma rappresenta
la premessa alla grande conferenza internazionale sull’argomento che si terrà a
Interlaken (Svizzera) a settembre 2007.
“Le grandi multinazionali come Syngenta, stanno chiedendo brevetti su colture
fondamentali come il riso”. ha spiegato Tina Goethe di Swissaid. “La coalizione
mondiale continuerà a fare pressione sulle multinazionali come Syngenta per
bloccare questi brevetti che minacciano la sicurezza alimentare a livello
mondiale”.
Ma non soltanto le sementi sono soggette a queste richieste di monopolio.
Secondo una ricerca di Greenpeace, la multinazionale statunitense Monsanto sta
predisponendo dozzine di richieste nell’ambito dell’allevamento convenzionale
di maiali. Brevetti sugli animali da allevamento servirebbero solo ad aiutare le
grandi aziende che controllano le varietà genetiche delle razze animali, ad
aumentare potere e controllo del mercato, come ha sottolineato una recente
ricerca della League for Pastoral Peoples and Endogenous Livestock Development.
Per gli allevatori di piccole dimensioni diventa molto difficile competere
quando i sussidi pubblici, i fondi per la ricerca e i regolamenti favoriscono
l’industria.
“Ci ha scioccato scoprire che la Monsanto stia pianificando anche il
controllo del settore zootecnico, dopo essere già divenuti il numero uno nel
settore delle sementi”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia. “Siamo
perciò contenti che la FAO stia affrontando questo tema, in un momento che può
essere decisivo per la disponibilità futura di alimenti a livello mondiale”.
“Dobbiamo fermare la brevettabilità delle risorse genetiche di piante e
animali convenzionali, altrimenti agricoltori e consumatori perderanno il
controllo della filiera agroalimentare dalla terra alla tavola”, ha ribadito
Coldiretti. “L’obiettivo è difendere non solo la sovranità alimentare, ma anche
un modello di agricoltura sostenibile che rispetti la qualità e la biodiversità.
Questo modello grazie ai requisiti garantiti dalle imprese agricole interessate
dalla PAC rappresenta un patrimonio inalienabile per la società di oggi e
domani”.
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