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RUGBY: INTERVISTA AD ALESSANDRO TRONCON, CHE CONTRO IL PORTOGALLO FA LA
CENTESIMA PARTITA AZZURRA Roma – Dal suo esordio contro la Spagna nel 1994 sono passati
tredici anni, conditi da novantanove incontri internazionali, sempre con la
maglia numero nove di mediano di mischia cucita addosso.
Mercoledì, al Parco dei Principi di Parigi, (ore 20.00, diretta Sky Sport 2)
Alessandro Troncon affronterà un'altra Nazionale proveniente dalla penisola
iberica, il Portogallo, e conquisterà il suo centesimo cap con i colori
dell'Italia, primo atleta di casa nostra a tagliare questo importante traguardo.
Alessandro, poche parole per definire la sua carriera…
"Sicuramente lunga…"
Quanto è cambiato il rugby e quanto è cambiato Troncon in questi anni?
"Il rugby è cambiato molto, e sicuramente sono cambiato molto anche io.
Ma non ho mai smesso di divertirmi, e credo che sia questo ad avermi permesso di
arrivare sino a questo punto. Cosa è cambiato in me? Beh, quando ho iniziato
avevo sicuramente più capelli di quanti ne abbia adesso, sono maturato come
uomo. E sul campo sono cresciuto in personalità e, ovviamente, in esperienza
".
Che valore ha, per lei, questa centesima maglia azzurra?
"E' un qualcosa che portero sempre con me, difficile da spiegare. Posso solo
dire che è stato ed è un grande motivo di orgoglio aver raggiunto questo
traguardo. Non ci sono riusciti in molti… "
Quale è stato il miglior mediano di mischia che ha incontrato in carriera?
"Non è un confronto che amo particolarmente. Ho giocato contro tanti
grandissimi giocatori, ma se devo dire quale è stato l'avversario più completo,
allora dico il gallese Rob Hewley, che ha giocato anche per i British and Irish
Lions. Ma, in ogni caso, da ogni avversario ho cercato di apprendere qualcosa
che potesse migliorarmi ".
Tra i mediani di mischia di questo Mondiale quale reputa il più forte?
"Anche qui preferirei non fare nomi, ma Pichot ha giocato molto bene sino a qui
e Fourie Du Preez mi ha realmente impressionato contro l'Inghilterra".
E' il suo quarto Mondiale, l'ultimo della carriera. Quanto lontano si aspetta
di andare?
"Non saprei, credo che per ora sia importante per noi giocare una buona
partita contro il Portogallo mercoledì. Se si sono qualificati ai Mondiali vuol
dire che sono, comunque, una buona squadra. Dobbiamo rispettarli, sapendo bene
che se giocheremo il nostro miglior rugby difficilmente avremo problemi ".
Poi, il 29 settembre a St. Etienne, match decisivo contro la Scozia per
giocarsi, con buone probabilità, il passaggio ai quarti di finale…
"Allora dico che sarà il nostro ottavo di finale, la chiave per arrivare
dove non siamo andati mai ".
Si riparte da Murrayfield, 17-37 in casa degli scozzesi il 24 febbraio
scorso, prima vittoria esterna dell'Italia nel 6 Nazioni. E Troncon uomo del
match…
"Dimenticare quella partita, e pensare a quella di St. Etienne ".
Un messaggio ai tifosi più giovani che la seguono?
"Il rugby è il modo migliore che conosca per farsi degli amici. Amici che
resteranno tali per sempre, e con cui si avrà sempre qualcosa da condividere.
Questo sport mi ha dato tanto, e non mi ha mai tolto niente ".
Andrea Cimbrico
Ufficio Stampa e Comunicazione Federazione Italiana Rugby - 2007
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