Catania centro, via Plebiscito. Un
cavallo viene ritrovato agonizzante
accanto i cassonetti della spazzatura. Sono le sei del mattino, un veterinario
della Ausl3 fa il sopralluogo accompagnato dalle Forze dell’ordine e tutto
finisce intorno alle otto. La città torna a vivere come se niente fosse
accaduto, ma il fatto s’incastona perfettamente in una cornice d’eventi che ha
reso i cavalli protagonisti delle ultime cronache cittadine.
Il 10 luglio 2007 venivano
sequestrati due cavalli a S.G. La Punta; il giorno prima veniva sequestrata una
stalla abusiva a Librino e il percorso potrebbe andare a ritroso fino al cavallo
trovato morto con le zampe mozzate e abbandonato sulla riva di un corso d’acqua
o al cavallo lapidato la scorsa estate in piena playa di Catania.
Il mondo dei cavalli
vede coinvolti spesso gli interessi dei gruppi malavitosi catanesi, come emerso
anche dal
dossier Zoomafia della LAV, gli stessi che scalpitano per ottenere a
tutti i costi i palii cittadini, ma quel che si vede non è che la minima punta
visibile di un Iceberg pericolosamente profondo ed inabissato.
Ma non è tuttavia
questo, ormai noto, a lasciare assolutamente sbigottiti gli animalisti della LAV
di Catania. “Non è assolutamente
tollerabile – dichiara Alessio
Riggi, responsabile della LAV Catania –
che fatti palesi come questi non
scatenino l’indignazione di una società civile come quella di Catania
che sembra quasi accettare il fenomeno delle corse clandestine anche
all’interno del percorso cittadino perché ormai considerati avvenimenti
ordinari”. La LAV leva la propria voce contro questo stato di cose incitando
non solo l’Amministrazione comunale, ma anche quella Provinciale e Regionale, di
concerto con le Forze dell’ordine ad approfondire la tematica delle
corse clandestine di cavalli.
“E’ possibile che così
poca attenzione venga prestata quando di criminalità organizzata stiamo
parlando? Le istituzioni devono farsi innanzitutto portavoce degli accaduti di
questo genere
– prosegue Riggi - considerando che sono
una minima parte di ciò che vi sta dietro e spronando la cittadinanza a non
essere complice, a denunciare situazioni che in fondo si verificano in strade
piuttosto centrali come la nota via Plebiscito”. La LAV si attende una
maggiore partecipazione da parte delle Istituzioni, se non un vero cambio di
rotta nella condotta portata avanti fino ad ora in tema di zoomafia nel
catanese.