Dichiarazione di Poli Bortone sul decreto che incide in
negativo su occupazione, salute dei cittadini e libertà di cura dei medici
“LA
REGIONE SCEGLIE IL CONTENIMENTO DELLA SPESA FARMACEUTICA E NON LA SALUTE DEI
CITTADINI”
“Nei singolari meccanismi della Sanità di Vendola c’è anche il
profilo che riguarda il mondo del lavoro, cioè il risvolto per il quale le
decisioni del Governo regionale complicano la vita a qualche categoria
professionale. In questo caso, quella degli informatori medici”. Con queste
parole il coordinatore di Alleanza Nazionale in Puglia Adriana Poli Bortone
critica un decreto della Regione Puglia che contiene alcune
prescrizioni in materia farmaceutica (pubblicato sul Burp del 28 dicembre
2006).
“In sintesi accade - spiega Adriana Poli Bortone - che un
decreto regionale fa sì che al paziente si prescriva per patologie che
riguardano lo stomaco farmaci con il lanzoprazolo come principio attivo che
risalgono ormai ad oltre 10 anni fa e che costano di meno. Sono farmaci superati
dai nuovi composti, che sono certamente più efficaci e che costano di più. E che
i medici però non prescrivono proprio perché soggetti a queste direttive e
perché la differenza con il farmaco dispensato sarebbe a carico del cittadino
(alla faccia dell’uguaglianza sociale!). Accade di conseguenza - continua -
che le aziende mediche non inviano i propri informatori in zona perché di
fatto impossibilitati a lavorare e quindi inutili. O meglio ad un passo dal
licenziamento. Senza null’altro aggiungere per gli effetti che il decreto
comporta sulla salute dei malati e sulle garanzie della libertà di cura dei
medici. Tutto ciò - conclude il coordinatore di An in Puglia - in nome
del superiore principio del contenimento della spesa farmaceutica, che in Puglia
incide sulla quella generale per la Sanità solo nella misura del 12% e che mi
pare sia finita anche sotto la lente critica dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)”.
comunicato stampa - 2007
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