|
clicca questo
link se vuoi accedere alle altre notizie dell'Archivio di Corverde 2007
Motore di ricerca
|
Rdb-cub: appello ai
precari, ai movimenti, alle associazioni, alle forze sinceramente democratiche
per la condanna dei nove attivisti della rete
“Comitati per la IV settimana”
La
IV sezione del Tribunale di Napoli ha condannato in
primo grado a tre anni e 4 mesi di reclusione, più cinque anni di interdizione
dai pubblici uffici, nove attivisti della rete dei “Comitati per la IV
settimana”, fra cui Mario Avoletto del centro sociale Laboratorio Ska, l’On.
Francesco Caruso, Michele Franco e Antonietta Terracciano del movimento precari
delle RdB-CUB. Gli imputati sono stati ritenuti responsabili di “estorsione
aggravata dal numero di persone”.
I fatti si riferiscono ad
un presidio contro il carovita che oltre 200 precari realizzarono nel 2004
presso l'Ipercoop di Afragola, in provincia di
Napoli. La manifestazione faceva parte di una mobilitazione nazionale indetta
contro il carovita e per il diritto al reddito, che con decine
di iniziative attuate in diverse città italiane
coinvolse i sindacati di base, i centri sociali, i collettivi e i movimenti dei
disoccupati e dei precari.
Il presidio ad Afragola si
concluse con la messa a disposizione volontaria da
parte della direzione aziendale di pasta e pelati distribuiti gratuitamente ai
clienti del supermercato. Il valore della merce, calcolato dalla stessa azienda,
ammontò a circa 350 Euro. Il tutto si svolse in forme assolutamente pubbliche e
pacifiche, tanto che a presidio avvenuto la rete dei “Comitati per
la IV settimana” diffuse il più possibile le immagini
dell’iniziativa per divulgarne ulteriormente i contenuti.
Pochi mesi dopo il
presidio la stessa direzione dell’Ipercoop accettò di
intavolare con i Comitati per la Quarta Settimana una contrattazione, che definì
e rese fruibile un elenco di prodotti di vario genere a prezzi calmierati.
La Ipercoop produsse addirittura un manifesto
pubblicitario per lanciare la sua adesione alla campagna contro il carovita.
Eppure, come nel processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6
novembre
2004 a Roma, si è aperto un procedimento giudiziario, che a
Napoli arriva ad una incredibile sentenza, con
condanne pesantissime e sproporzionate rispetto alle caratteristiche concrete
delle azioni messe in campo.
”In una città come Napoli,
dove il concetto di estorsione richiama ben altre
pratiche e ben altri poteri, ad essere colpite sono ancora una volta le istanze
sociali, penalizzate dall'assenza di qualunque politica in sostegno dei redditi
e ora anche criminalizzate nelle aule dei tribunali”, dichiara Michele Franco
dell’esecutivo regionale RdB-CUB.
“Per questo facciamo
appello ai precari, ai movimenti, alle associazioni, alle forze sinceramente
democratiche ad esprimere il proprio dissenso contro questa criminalizzazione, e
a rilanciare la battaglia per i diritti dei precari, oppressi dal carovita e
calpestati da una legislazione (legge 30 e pacchetto Treu ) che anche questo
governo ritiene evidentemente intoccabile”, conclude
Franco.
Fonte: Ufficio
Stampa RDB-CUB - 2007
|